Senza titolo1

Applicare le apps dello smartphone per studiare meglio

Internet già oggi ci ha notevolmente semplificato la vita, in tante faccende, grandi e piccole che siano. Ma secondo gli esperti siamo ancora solo all’inizio di un grande percorso di digitalizzazione che, nel corso dei prossimi decenni, oltre che a “condividere sempre di più in rete” ci condurrà verso un nuovo modello di società dove a viaggiare saranno le idee e le informazioni, e sempre meno gli uomini.

 

In questo nuovo modello è probabile ed auspicabile che cambino anche i processi che fanno capo al mondo dell’istruzione con una minor rilevanza delle scuole intese nel senso fisico del termine, a favore di un maggior utilizzo degli strumenti di e-learning, ovvero quelli che permettono l’insegnamento e l’apprendimento a distanza.

 

Sbagliate se pensate che si tratta di soluzioni troppo avveniristiche per parlarne oggi. L’e-learning è già ampiamento utilizzato in diversi ambiti formativi, anche in Italia. Sull’e-learning si basano infatti le cosiddette università telematiche, istituti privati dove è possibile conseguire lauree (riconosciute in termini di legge) nelle discipline più disparate studiando da casa. Grazie all’e-learning si azzerano le distanze e può ad esempio accadere che uno studente di Palermo possa laurearsi frequentando una università online di Milano ma senza muoversi dalla Sicilia!

 
Senza titolo2

 

 

Oltre a l’e-learning esiste poi un ampio ecosistema di contenuti nati per aiutare, tramite il cloud, la vita degli studenti. I più comuni tra questi contenuti sono quelli che viaggiano tramite apps.

Tra le apps più utilizzate dalla nuova generazione di studenti 2.0 ci sono Asana e Time Harvest; entrambe funzionano come un “coach virtuale” in grado di monitorare tempistiche e scadenze ed aiutare così lo studente ad organizzare la propria giornata tra un impegno l’altro. Entrambe, sia Asana sia Tiem Harvest, sono gratuite parzialmente.

 

Sono invece gratuite totalmente altre due apps molto utilizzate dagli studenti. La prima è Evernote, una sorta di raccoglitore su cloud di appunti e idee; l’altra è invece Google Scholar, sviluppata dall’omonimo gigante hi-tech di Mountain View, e che mette a disposizione di chi studia testi enciclopedici e riviste in qualsiasi lingua e relative a qualsiasi settore del sapere. L’accesso ai contenuti di Google Scholar è gratuito per chiunque abbia un indirizzo gmail.

 

Infine l’app per eccellenza di ogni buon studente universitario che si rispetti: “il libretto universitario”. È un’applicazione nata per tener traccia di tutti gli esami sostenuti e dei loro risultati. Grazie a questo libretto universitario virtuale lo studente è costantemente in grado di monitorare l’andamento del proprio percorso di studi, conoscendo ad esempio la media dei voti ottenuti.

 
Senza titolo3

 
G. Caruso
tutte le foto: pixabay.com

Share