La Procura: decisive le intercettazioni telefoniche e ambientali. Nel mirino degli inquirenti quattro gare d’appalto

di DARIO DEL PORTO

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Arresti domiciliari per il manager della sanità Pasquale Corcione, direttore amministrativo dell’azienda Seconda Università e l’imprenditore Massimo Petrone, legale rappresentante di società operanti nella distribuzione farmaceutica.

Le indagini condotte dai carabinieri del Nas e sono coordinate dal pm Francesco De Falco con il procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. I fatti si riferiscono a presunti accordi per la spartizione del mercato delle forniture ospedaliere. I reati ipotizzati vanno dall’assoociazione per delinquere alla turbativa d’asta. Le ordinanze di arresti domiciliari sono in tutto sei.

Le indagini del Nas, sottolinea in una nota il procuratore aggiunto Alfonso D’Avino “hanno consentito di documentare un fenomeno estremamente esteso caratterizzato da intese collusive e accordi spartitori del mercato delle forniture ospedaliere”.

Inoltre veniva “annullato il confronto concorrenziale” tra le diverse imprese. Dalle indagini è emerso che la società Biotest Italia srl ed alcuni componenti del gruppo imprenditoriale che fa capo a Massimo Petrone avevano stretto un “patto di fedeltà” che aveva di mira il controllo illegale delle forniture di prodotti farmaceutici in Campania ed in altre regioni.

Un contributo deciso alle indagini, sottolinea il procuratore aggiunto, è giunto dalle intercettazioni telefoniche e ambientali.

Sono quattro le gare di appalto per la fornitura di medicinali su cui si è concentrata l’attenzione degli inquirenti: quella per la fornitura di albumina umana, immunoglobulina ed altri medicinali alle Asl e alle Aziende ospedaliere della Campania per 18 mesi, dell’importo di 16 milioni e mezzo, aggiudicata alla Eupharmed srl; quella per la fornitura di albumina umana al 20 per cento indetta dall’Azienda ospedalieri Monaldi – Cotugno – Cto, per un importo di 180.000 euro, aggiudicata alla Octapharma Italy SPA; la fornitura di albumina umana all’Asl Na 3 di Castellammare di Stabia, aggiudicata alla farmacia Massimo Petrone per 235.000 euro; la fornitura di flaconi di albumina umana per un anno aggiudicata dall’Azienda ospedaliera della Seconda università di Napoli alla Farmacia Massimo Petrone per oltre 300.000 euro.

Oltre a Petrone e Corcione sono stati posti agli arresti domiciliari Giuliano Tagliabue, amministratore unico della società Biotest Italia srl; Renato Carelli, direttore vendite della società; Lucia Roncetti, direttore operativo centralizzazione acquisti della So.Re.Sa spa; Giuliana Rammairone, responsabile dell’Ufficio contratti e appalti dell’azienda ospedaliera della Seconda università.

Nell’ambito dell’inchiesta è indagato anche Francesco Tancredi, ex direttore generale della So.Re.Sa., la Società regionale per la sanità della Campania “titolare in via esclusiva delle funzioni di acquisto e fornitura di servizi, beni e attrezzature sanitari alle Asl e alle Aziende ospedaliere”.

Nei suoi confronti il pm Francesco De Falco aveva chiesto gli arresti domiciliari per turbativa d’asta e falsità ideologica, non concessi tuttavia dal gip Antonio Cairo poichè nel frattempo Tancredi ha lasciato l’incarico. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’associazione per delinquere, contestata a Petrone, Tagliabue e Carelli, sussisterebbe dal 2009 e sarebbe tuttora attiva, mentre i singoli episodi di turbativa d’asta contestati risalirebbero al 2010.

Naturalmente, come in ogni indagine giudiziaria, tutti gli indagati potranno rispondere alle accuse negli interrogatori che a breve si svolgeranno davanti al giudice.

Il rettore della Sun, Giuseppe Paolisso, alla luce delle indagini e delle ordinanze agli arresti domiciliari eseguite dai carabinieri che vedono coinvolto anche il direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria della Sun, Pasquale Corcione, chiarisce la posizione dell’Ateneo e i rapporti che l’Università ha con lo stesso Policlinico.
“Fermo restando che attendiamo che la magistratura faccia il suo corso – ha detto Paolisso – e nella certezza che il direttore Corcione e l’eventuale personale dell’azienda coinvolto saprà dimostrare la sua estraneità a fatti, ci tengo a sottolineare l’autonomia amministrativa dell’Azienda Ospedaliera Universitaria che dipende, quanto a verifiche e controlli, dalla Regione Campania, senza che l’Università possa in alcun modo intervenire”.

“Le sinergie tra Ateneo e l’azienda Policlinico riguardano esclusivamente l’obbligo di quest’ultima di garantire livelli assistenziali adeguati secondo quelli che sono gli standard didattici”, conclude.

 

Fonte: napoli.repubblica.it

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