Accordi fra le case farmaceutiche hanno causato danni al Sistema sanitario nazionale. La replica di Roche e Novartis: “Accuse prive di fondamento e cifre irreali”
di VALERIA PINI

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ROMA – Un maxi risarcimento da un miliardo e 200 milioni di euro. E’ stato chiesto dal ministero della Salute a Roche, Novartis e Pfizer per i danni subiti dal servizio sanitario nazionale a seguito di comportamenti anti concorrenziali delle stesse case farmaceutiche. A dover rispondere in modo più consistente saranno Roche e Novartis, coinvolte nello scandalo Avastin-Lucentis. Le aziende sono state accusate di aver creato un cartello illecito per portare alla commercializzazione di un farmaco contro la maculopatia molto più costoso di un altro. Un accordo che avrebbe danneggiato i malati, il servizio sanitario pubblico e le assicurazioni private.

Avastin-Lucentis. Il caso Avastin-Lucentis è già costato ai due colossi farmaceutici una multa di 180 milioni di euro dell’Antitrust. Fra l’altro proprio oggi Roche e Novartis hanno rinunciato a richiedere la sospensiva della multa. Ora però devono affrontare un altro problema: il ministero, partendo dalla decisione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato del febbraio 2014, che ha definito il comportamento delle società come “un’intesa orizzontale restrittiva della concorrenza finalizzata alla commercializzazione del farmaco Lucentis molto più costoso dell’Avastin, ad esso equivalente”, chiede alle società farmaceutiche il risarcimento di tutti i danni patrimoniali (circa 45 milioni nel 2012, 540 milioni nel 2013 e 615 milioni nel 2014) e non patrimoniali arrecati illecitamente al Servizio sanitario nazionale”.

Roche e Novartis si difendono. Roche si è detta “sorpresa” per la decisione aggiungendo di non aver ancora ricevuto ha ricevuto una comunicazione del ministero. Inoltre ricorda che il provvedimento su cui poggia detta richiesta è oggetto del ricorso avanti al Tar del Lazio di cui oggi si è tenuta la prima udienza, e che non esiste una sentenza. Secondo Roche “le accuse sono prive di qualsiasi fondamento” e “le cifre riportate appaiono comunque irreali”. Anche Novartis ha respinto “le accuse di pratiche anti-concorrenziali e per questo ha impugnato il provvedimento dell’autorità Antitrust dinanzi al Tar del Lazio”. E “ribadisce la correttezza del proprio operato e di avere sempre agito nel pieno rispetto della normativa italiana ed europea”.

L’altro caso. Ma il dicastero guidato da Beatrice Lorenzin presenta il conto, seppur questa volta meno pesante, anche alla Pfizer, per un’altra vicenda che riguarda ancora una volta un farmaco per curare una grave malattia degli occhi. Il dicastero ha chiesto il risarcimento dei danni, sia patrimoniali (14 milioni di euro) che non patrimoniali, subiti dal Servizio sanitario nazionale nei confronti della casa farmaceutica a causa del comportamento di abuso di posizione dominante in relazione alla commercializzazione dello Xalatan, un collirio per la cura del glaucoma. Dando la notizia, il ministero fa riferimento alla delibera dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (23194 dell’11 gennaio 2012), confermata in sede giurisdizionale dal Consiglio di stato con una sentenza il 12 febbraio scorso. In quella sede il Consiglio di Stato definì comportamenti di Pfizer “connotati da un palese e insistito intento anti concorrenziale, volto a procrastinare la commercializzazione dei farmaci generici, con notevoli danni anche al Servizio sanitario nazionale”.

Secondo l’Antitrust, la strategia della Pfizer per difendere lo Xalatan, prodotto di punta per la cura del glaucoma, è stata quella di ritardare l’ingresso sul mercato l’ingresso dei farmaci generici sul mercato. Lo Xalan, contiene il principio attivo latanoprost, con scadenza brevettuale fissata a settembre 2009. La casa farmaceutica avrebbe ritardato l’ingresso di medicinali ‘concorrenti’ di almeno 7 mesi.

 

Fonte: repubblica.it

 

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