Il traino per la ripresa? Nuovi farmaci e nuove tecnologie. Secondo l’indagine annuale degli analisti di Fidelity, i settori connessi alla proprietà intellettuale come quello sanitario e tecnologico attualmente “tirano” molto più dei materiali e dell’energia. Da qui il cauto ottimismo che caratterizza un maggior numero di società rispetto al 2013, come evidenzia l’analisi.

Ci sono infatti segnali incoraggianti di un recupero della spesa in conto capitale (capex), attualmente ai minimi storici. Storicamente l’energia e i materiali sono sempre state due delle principali voci negli investimenti in conto capitale, ma nell’indagine questi settori hanno registrato i risultati peggiori. La sanità e i beni di consumo discrezionali rappresentano invece i settori trainanti nelle previsioni di crescita del capex degli analisti.

Uno dei risultati più importanti dell’indagine riguarda i dividendi: gran parte delle società è propensa a mantenerli (il 54% del campione) o persino ad aumentarli (40%). Le imprese di servizi finanziari e le società sanitarie sono le più ottimiste: giunti al termine del superciclo delle materie prime, conteranno le aziende che sapranno sfruttare le proprietà intellettuali. E nel comparto sanitario, infatti, è imminente il lancio di nuovi farmaci che rivoluzioneranno le terapie (contro i tumori, ad esempio) mentre il settore informatico a sua volta conta sui Big Data per fare il botto.

L’85% degli analisti ha dichiarato che fusioni e acquisizioni costituiranno una priorità nel prossimo futuro. Le società di telecomunicazioni vengono considerate tra i candidati più probabili per transazioni su vasta scala, anche perché le autorità di regolamentazione sono favorevoli a un maggiore consolidamento del mercato, attualmente molto frammentario. Ne conseguono vantaggi per il mercato azionario; bisogna però precisare che la tipologia di attività di fusione e acquisizione più usata al momento è quella per incorporazione, meccanismo più semplice e diretto (nonché in molti casi il più economico) e con il minor grado di rischio.

Un’attività intensa in questo campo è prevista in Cina, dove potrebbe inaugurarsi una fase di consolidamento in molti dei settori che hanno registrato tassi di crescita elevati nell’ultimo decennio. La Cina, indirizzata verso una riforma strutturale e del consumo interno a partire da uno scenario incentrato sulle esportazioni, rappresenta ancora un cambiamento significativo.

Fonte: aziendabanca.it

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