è una delle applicazioni più promettenti e importanti della bioingegneria, la costruzione di materiali organici umani a partire dalle cellule staminali dello stesso paziente, per evitare un rigetto: è quello che hanno fatto al Childrens Hospital of Illinois su una bimba di due anni e mezzo, caso rarissimo di nascita senza trachea, l’organo che permette di portare l’aria nei polmoni. Intervento realizzato dall’italiano Paolo Macchiarini, che due anni fa aveva per la prima volta trapiantato una trachea bioingegnerizzata su un uomo adulto, in Svezia: quello degli Stati Uniti è il primo caso di innesto su una bambina tanto piccola e del tutto mancante di trachea. Vista la cronica mancanza di organi da donatore, ed i problemi di rigetto che costringono i trapiantati ad utilizzare farmaci immunosoppressori per tutta la vita, quella delle staminali indotte a costruire in laboratorio organi di ricambio è la frontiera che in tutto il mondo i bioingegneri stanno tentando di attraversare. Ci sono riusciti con l’orecchio, il naso, la vescica, ci stanno provando col cuore e col polmone. Tra i protagonisti proprio il professor Macchiarini, che in Italia ha avuto problemi giudiziari, lo scorso anno è finito agli arresti domiciliari per liste saltate all’Ospedale Careggi di Firenze e, l’accusa dei magistrati, per aver dirottato su cliniche private alcuni pazienti.

Fonte: http://ippocrate.blog.rainews24.it

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