Con prezzi così bassi possibile estensione della rimborsabilità da parte del Ssn ai soggetti diabetici o affetti da neuropatia diabetica.

Il primo colpo l’ha piazzato Doc, nessun dubbio. Riducendo del 60% il prezzo del sildenafil equivalente nella formulazione più venduta (50 mg, 4 compresse) e del 75% quello della confezione da 25 mg, l’azienda italiana ha certamente preso in contropiede i principali concorrenti in lizza per la genericazione del Viagra, il blockbuster di fascia C, il cui brevetto è scaduto il 22 giugno scorso.

In soldoni, l’azienda milanese nata nel 1996 dalla partnership tra Chiesi, Zambon e la canadese Apotex – recentemente acquisita dai Fondi della britannica Charterhouse Capital Partners – già leader negli Usa nella produzione e distribuzione di equivalenti, ha portato a 22 euro il prezzo della confezione da 50 mg (l’originator costa 53,85 euro) e a 11 quello delle compresse da 25 mg (46,11 euro il brand).

Un bello scherzetto per le circa quindici aziende che avevano chiesto per tempo l’autorizzazione al commercio – tra queste Teva, Sandoz, EG-Stada (Eurogenerici), Mylan, Actavis, Rambaxy e la stessa Pfizer, solo per citarne alcune – e che prudentemente hanno praticato ribassi non superiori al 25%.

Nelle scorse settimane AboutPharma aveva in effetti anticipato la possibilità di uno sconto fino al 60%, prospettata dal Centro studi di Assogenerici, diretto da Michele Uda. In un lungo servizio pubblicato sul numero 109 del mensile, l’aspetto più rilevante collegabile alla riduzione del prezzo – oltre alla deterrenza nei confronti della contraffazione – è apparsa però la possibile estensione della rimborsabilità da parte del Ssn ai soggetti diabetici o affetti da neuropatia diabetica, fin qui esclusi dalla terapia – contrariamente da quanto accade ad esempio in Inghilterra – a causa dei suoi alti costi. Rispetto all’eventualità, il presidente della Società Italiana di Andrologia, Furio Pirozzi Farina, è stato molto chiaro:

“Non mi aspetto un picco ‘liberatorio’ di vendite ma piuttosto, nell’ambito dell’anno, una lenta crescita e un aumento dei consumi: in questo periodo di ‘fame’ chi assumeva il farmaco nella formulazione classica da 4 compresse da 50 mg una volta alla settimana, magari da giugno lo prenderà due volte. Più interessante mi pare il fatto che potrebbe ridestarsi la Nota Aifa 75 e rinvigorirsi la prescrivibilità per alcune categorie di pazienti finora esclusi”.

Il presidente della Sia si riferisce proprio alla norma che oggi limita la prescrizione a carico del Ssn di inibitori della PDE5 (sildenafil, tadalafil, vardenafil) ai pazienti con disfunzione erettile da danno transitorio o parziale del midollo spinale o del plesso pelvico, secondo un piano terapeutico specialistico (andrologo, endocrinologo, neurologo o urologo).

“Nessuna Regione – ha detto Pirozzi Farina – ha mai insistito per estendere la prescrizione, perché l’azienda titolare del brevetto non è mai stata disponibile ad abbassare il prezzo del farmaco. Certo, c’è il rischio che le maglie larghe del Ssn lascino passare troppi abusivi: siamo o no il paese dei finti ciechi e dei falsi invalidi?».

La parola, a questo punto passa all’Aifa.

Fonte: www.aboutpharma.com

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