(AGI) – Pechino, 14 mag. – La polizia cinese ha meso sotto accusa 46 persone per le tangenti da centinaia di milioni di euro che la casa farmaceutica britannica GlaxoSmithKline (GSK) avrebbe pagato a medici e strutture ospedaliere cinesi per convincerli a prescrivere ai pazienti i propri farmaci. E’ il risultato dei dieci mesi degli investigatori di Changsha, capoluogo della provincia dello Hunan. Secondo quanto riportato dall’agenzia Xinhua, tra gli accusati c’e’ Mark Reilly, dal 2009 alla guida della divisione cinese del gruppo farmaceutico, che avrebbe ordinato ai suoi subordinati di corrompere i medici cinesi. Due collaboratori cinesi, Zhang Guowei e Zhao Hongyan, sono invece accusati di aver consegnato le tangenti ai medici e a funzionari dei dipartimenti del commercio di Pechino e Shanghai. Nel giro di tangenti erano coinvolte anche 700 agenzie di viaggio compiacenti, attraverso cui sarebbero transitati circa tre miliardi di yuan (360 milioni di euro) che sarebbero serviti a corrompere i medici. I ricavi del gruppo in Cina calcolati dagli inquirenti, per il periodo compreso dal 2009 alla fine dello scorso anno, sono cresciuti da 3,9 a 6,9 miliardi di yuan (circa 807 milioni di euro). GSK avrebbe falsificato i dati di bilancio, suddividendo il frutto delle tangenti tra le sue consociate fuori dalla Cina attraverso finte transazioni giustificate come fondi ricevuti per acquistare le materie prime in Cina. Il gruppo avrebbe poi sottoposto il reparto vendite a ritmi “altamente stressanti, forzando gli impiegati alla corruzione per raggiungere gli obiettivi di vendita”.

 

Fonte: agi.it

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