Una decisione «incomprensibile» che oltretutto «apre al rischio di una nuova fase di mobilitazione, del tutto fuori luogo in questa fase sociale». A sottolinearlo Danilo Lelli, Filcams Cgil, commentando la decisione dell’Azienda delle farmacie comunali di Milano (84 farmacie, 300 lavoratori), Admenta, di uscire da Assofarm e di conseguenza di cambiare il Ccnl per tutti i suoi dipendenti, passando dall’applicazione del contratto collettivo di lavoro delle farmacie pubbliche, appena rinnovato, al contratto di lavoro delle farmacie private. Un contratto, va detto, scaduto dal gennaio 2012 che i sindacati si avviavano a ridiscutere a settembre. «Fino al 2000» spiegano i sindacati in una nota «le farmacie comunali di Milano erano un’azienda municipalizzata, nello stesso anno è stato fatto il bando di gara per la cessione dell’80% della sola gestione dell’azienda ad Admenta, il cui titolare è rimasto il comune di Milano. E proprio l’atteggiamento del comune, che per voce dell’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino ha espresso con chiarezza la sua contrarietà alla decisione di Admenta, rinfranca Lelli. «La posizione del comune di Milano è stata molto chiara ed è in preparazione da parte dei lavoratori una lettera da inviare al presidente di Anci Fassino, con la richiesta di dare indicazioni perché gli associati Anci seguano il contratto» sottolinea il delegato Cgil. «È evidente che c’è stata una frattura tra Assofarm e Admenta» continua Lelli «ma non possono essere i lavoratori a pagarne le conseguenze. Oltretutto stiamo parlando di un contratto che, su alcuni aspetti come orari e flessibilità, si avvicina a quello di Federfarma». E proprio su questo aspetto calca la mano il vicepresidente Francesco Schito «il nostro obiettivo è il contratto unico e con la firma del contratto, che per noi è il migliore possibile, ci siamo avvicinati. Poi è chiaro che abbiamo scelto la strada più lunga, che è quella della contrattazione e della condivisione. Siamo dispiaciuti per la scelta di Admenta» continua Schito «ma siamo una realtà talmente composita che è difficile accontentare tutti. Il nostro auspicio è che, vedendo i termini del contratto, diversi da quelli che temevano quando hanno deciso la rottura, possano ripensarci». Per oggi alle 13 è prevista un’assemblea aperta delle lavoratrici e dei lavoratori delle 84 farmacie comunali in Piazza della Scala, convocata dai sindacati di categoria, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

Marco Malagutti

Fonte: www.farmacista33.it

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