03 LUG – Molto atteso l’intervento del sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti che ha subito aperto il suo discorso con la notizia che per la metà di luglio sarà convocato il tavolo sulla farmaceutica. “Entro metà luglio convocheremo il tavolo sulla farmaceutica al ministero dello Sviluppo economico, per riflettere e mettere a punto politiche di stabilizzazione e miglioramenti sul piano della prassi regolatoria. Il tutto insieme al ministero della Salute, dell’Economia e all’Aifa”.

“La manovra che presentai l’anno scorso a questa assemblea – ha ricordato il sottosegretario – era necessaria, sicuramente pesante. Io difendo la spending review, e difendo anche quella dell’anno prossimo perché dà serietà alla gestione del sistema pubblico. Oggi però possiamo guardare al futuro con un po’ più di ottimismo rispetto all’anno scorso. Credo proprio di poter dire che, anche grazie alle manovre, l’Italia è oggi fattore di stabilizzazione del quadro internazionale ed è tornata protagonista in Europa. Diventare da destabilizzatori a stabilizzatori significa avere guadagno netto”.

“Quando dite che la farmaceutica non va usata come bancomat avete ragione – aggiunge rivolgendosi agli industriali del farmaco – e stabilità significa non farlo. Riprendendo il sentiero della crescita anche la spesa farmaceutica può crescere. Il Patto della salute deve confermare la stabilizzazione delle regole che consenta a tutti voi di guardare avanti. Abbiamo bisogno di miglioramenti nella prassi regolatoria, dipende dall’Aifa e dal governo, che deve confermarne e rafforzarne autonomia e indipendenza tecnica in modo che si attui una politica dei prezzi che premi l’innovatività e in Italia chi innova trovi un ritorno economico. C’e un lavoro che l’Aifa sta facendo e che va sostenuto e ampliato. E infine va evitato che ci siano 21 sistemi sanitari diversi che comportano ritardi nell’immissione in commercio dei nuovi farmaci e una stabilità complessiva della spesa farmaceutica. Cosi si recupera la capacità di attrarre investimenti”.

Fonte: www.quotidianosanita.it

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