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CATANZARO, 11 NOVEMBRE 2014 – Si è svolto a Catanzaro il convegno sul tema “I farmaci equivalenti per la sostenibilità del sistema sanitario regionale in Calabria”. Secondo alcuni dati è emerso che la Regione Calabria è terzultima in Italia per consumo di farmaci generici. In Calabria, infatti, i farmaci generici pesano per il 17% sul totale delle unità dispensate a differenza della media nazionale che è del 24%. I dati riportano che nel 2013 sono stati spesi in totale 31 mln di euro per coprire differenza tra farmaco generico e quello di marca.

Cosa è il farmaco generico o equivalente?
Secondo quanto riportato da Assogenerici, si intende per farmaco generico quel medicinale con brevetto scaduto che può essere sia da banco, dunque acquistabile liberamente, sia prescrivibile con necessaria ricetta medica.

Il farmaco definito generico, deve essere per legge, “bioequivalente” alla specialità medicinale registrata. Questo significa che il principio attivo è il medesimo ed è presente “nella stessa dose, la stessa forma farmaceutica, la stessa via di somministrazione, e le stesse indicazioni terapeutiche”. Se il farmaco possiede tali caratteristiche, allora è da considerarsi sicuro ed efficace.

Numerosi altri parametri dovranno risultare identici perché si possa parlare di farmaco generico, non è, dunque, sufficiente che la dose di principio attivo contenuta nel farmaco sia uguale, ma è necessaria identica efficacia terapeutica, potenza d’azione, tempo di comparsa dell’effetto e della sua durata, effetti collaterali e loro incidenza.
Quello che cambia tra il farmaco generico e la specialità medicinale, è solo una questione economica che permette notevoli risparmi sia ai cittadini che al Servizio Sanitario Nazionale. Secondo la legge il bioequivalente deve avere un prezzo inferiore di almeno il 20% del prezzo della specialità di riferimento.
La differenza economica sta nel fatto che per la produzione del generico non bisogna affrontare i costi sostenuti dall’azienda farmaceutica per scoprire e sintetizzare il nuovo principio attivo. Il prezzo più elevato del farmaco tradizionale è dovuto, infatti, al costo sostenuto per la ricerca e la sperimentazione. In questo modo, l’azienda farmaceutica acquisisce il diritto a commercializzarlo in esclusiva per il periodo ritenuto necessario affinché recuperi i costi sostenuti per la realizzazione del nuovo medicinale.

Una volta che il brevetto sul principio attivo è scaduto, altre aziende farmaceutiche possono produrre e vendere i medicinali generici.

Elisa Signoretti

 

fonte: infooggi.it

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