Orrore, sgomento, rabbia, indignazione. Sono queste le parole che si susseguono nei comunicati delle principali associazioni di categoria dopo la tragica fine, nella serata di giovedì scorso, di Giuseppina Iacona, titolare di farmacia a Blufi in provincia di Palermo, barbaramente uccisa da due malviventi che volevano rapinarla. «Non ci sono parole per descrivere l’orrore che provocano fatti come quello di Blufi» sottolinea il presidente della Fofi Andrea Mandelli, evidenziando anche come il fenomeno sia in aumento. «I dati più accurati oggi disponibili, elaborati dal Centro di Ricerca dell’Abi sulla Sicurezza Anticrimine segnalano un aumento delle rapine in farmacia di oltre il 5% tra 2011 e 2010, ma in alcune aree il dato è molto più alto. Ma c’è un altro dato che descrive ancora meglio la vulnerabilità dei nostri presidi» aggiunge il presidente Fofi: «nel 2010 le rapine alle farmacie sono state il 3,2% di quelle denunciate alle autorità, quasi il triplo di quelle operate ai danni degli uffici postali, che si fermavano all’1,2% e poco meno di quelle ai danni delle banche – il 4,1%». Dati ribaditi dal presidente di Federfarma Annarosa Racca che sottolinea anche come la problematica sia ancora più esasperata nelle realtà rurali. «Nei piccoli paesi» sottolinea la nota Federfarma «la farmacia è l’unico presidio di assistenza sul territorio, indispensabile in particolar modo per i fragili e gli anziani». Le associazioni concordano anche sulle modalità per contrastare il fenomeno. «È evidente che occorre fare un salto di qualità nella prevenzione» sottolinea la nota Fofi, «per esempio riducendo il ricorso al contante e generalizzando l’installazione di sistemi di videosorveglianza» che raccomanda anche «di evitare che nelle farmacie ci sia una sola persona magari all’apertura o alla chiusura, ma questo, anche viste le difficoltà economiche attuali, non è sempre possibile. Da parte nostra faremo tutto quanto in nostro potere per mettere a punto con le autorità misure adeguate a questa emergenza». E alle autorità si rivolge anche la nota di Federfarma che ricorda di aver «sottoscritto con il Ministero dell’Interno nel 2010 un protocollo di intesa per realizzare nelle farmacie adeguati sistemi di videosorveglianza in collegamento con le forze dell’ordine. In seguito a questo ennesimo episodio criminale, particolarmente doloroso» conclude Racca «Federfarma ha chiesto un incontro al Ministro dell’Interno Angelino Alfano».

Marco Malagutti

Fonte: farmacista33.it

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