Le proposte lanciate all’Assemblea pubblica di Farmindustria.

È importante puntare sul manifatturiero, un vero motore di crescita, e valorizzare la farmaceutica, per ripartire e uscire dalla crisi economica. È il messaggio chiave dell’Assemblea pubblica di Farmindustria, che si sta svolgendo a Roma in queste ore.

Ma la Confindustria del farmaco non si limita alle richieste e alle petizioni di principio: lancia le sue proposte, a costo zero, per aprire un confronto fattivo con le Istituzioni. Eccole nel dettaglio:

– Siglare un Patto di stabilità, che garantisca un triennio senza modifiche del quadro normativo – le imprese del farmaco, fa notare Farmindustria, negli ultimi 11 anni hanno subìto 44 manovre, 4 solo nel 2012;

– Assicurare un rapido accesso ai nuovi farmaci e vaccini – “non è più tollerabile che medicinali per patologie importanti arrivino in Italia anche con 2 anni di ritardo rispetto ai big Ue e che alcuni farmaci innovativi siano disponibili solo in alcune Regioni”;

– Superare la frammentazione regionale in Sanità, riequilibrando i poteri e le competenze fra Stato e Regioni;

– Definire una ‘cabina di regia’ tra ministeri dello Sviluppo economico, della Salute, dell’Economia, del Lavoro, per rendere compatibili politiche sanitarie e crescita industriale del Paese, rafforzando il ruolo del Tavolo per il settore farmaceutico istituito presso il ministero dello Sviluppo economico;

– Prevedere un ruolo attivo del ministero dello Sviluppo Economico all’interno dell’Agenzia italiana del farmaco;

– Eliminare i tetti per singolo farmaco e per classi terapeutiche, essendo la governance della spesa garantita dai tetti generali;

– Assicurare, nel rispetto dell’appropriatezza, la libertà prescrittiva del medico nella scelta terapeutica, senza vincoli di carattere economicistico né discriminazioni verso i prodotti a marchio.

Si tratta di misure, secondo Farmindustria, da accompagnare alla semplificazione burocratica, al rispetto della proprietà intellettuale, alla valorizzazione della presenza industriale attraverso il riconoscimento del marchio, allo sviluppo di Fondi Sanitari integrativi. Senza dimenticare l’introduzione di meccanismi graduali di compartecipazione equa del cittadino, che prevedano esenzioni per patologie e livello di reddito, nonché una più efficiente offerta di beni e servizi, applicando i costi standard a tutte le voci di spesa sanitaria.

Fonte: www.aboutpharma.com

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