«Da diversi mesi le nostre borse di studio sono anticipate attingendo dai fondi, già esigui, delle nostre università. Oggi che le nostre università non possono più far fronte a questo onere ci vediamo sospeso il corretto accreditamento delle nostre mensilità».

«Egr. Presidente Crocetta,
sono Dario Buccheri, un medico specializzando in malattie dell’apparato cardiovascolare presso il policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo. Le scrivo perché vorrei portarLa a conoscenza, qualora non lo fosse, della condizione meravigliosa ed al tempo stesso “disgraziata” che vivono gli specializzandi medici di area sanitaria (ora detti più correttamente medici in formazione specialistica) di questa nostra bellissima terra di Sicilia.
Presidente, mi onoro a rappresentare i miei colleghi sia da segretario generale di Federspecializzandi (prima associazione degli specializzandi in Italia per rappresentatività e distribuzione sul territorio) sia, da pochi giorni, da membro dell’osservatorio nazionale per la formazione medico-specialistica.
La Regione Sicilia, da Lei presieduta, ha contratto con diverse centinaia di medici in formazione specialistica un impegno nella misura in cui si è posta a garanzia per erogare le borse di studio che permettono a molti di noi di dedicarsi alla formazione ed alla assistenza sanitaria in qualità di medici presso le strutture in cui prestiamo la nostra opera. La prego di considerare che per “formarci” dobbiamo già affrontare le mille criticità di un sistema sanitario e universitario troppo spesso messo in ginocchio da tagli effettuati nel nome di una crisi che sembra, sempre più spesso, trovare sfogo nella parte migliore, vale a dire, nel futuro del nostro paese. Inoltre, le strutture preposte al nostro percorso formativo risultano spesso inadeguate ad offrire una formazione che possa definirsi tale.
Presidente Crocetta, da diversi mesi le nostre borse di studio sono anticipate attingendo dai fondi, già esigui, delle nostre università. Oggi che le nostre università non possono più far fronte a questo onere ci vediamo sospeso il corretto accreditamento delle nostre mensilità.
Consideri, presidente, che tra noi ci sono moltissimi padri e madri di giovani famiglie, persone che hanno degli oneri da assolvere e si vedono messi in seria difficoltà da questa situazione esasperata ed esasperante.
Vorrei farLe osservare che i medici in formazione sono oggi una risorsa di prim’ordine per il nostro paese e per la nostra regione ed al tempo stesso sono una “forza lavoro” in molti casi necessaria per permettere il buon svolgimento delle pratiche di assistenza sanitaria soprattutto alla luce degli ingenti tagli al personale ed alle risorse destinate alla sanità pubblica.
Presidente Crocetta, con la sospensione delle nostre borse di studio regionali sta mettendo in difficoltà moltissimi figli di Sicilia che con coraggio ed entusiasmo hanno deciso di rimanere per far crescere questa terra, di credere che un futuro migliore sia possibile nella nostra amata terra, nella nostra difficile realtà.
Pertanto, La prego: non lasci morire la speranza di cambiamento in questa nostra, già troppo spesso, martoriata regione. Investa sui giovani, sull’istruzione e sulla sanità in una parola …investa sulla nostra Sicilia e sul suo futuro!
Lo chiedo da siciliano prima ancora che da giovane e da medico…in formazione!
Queste sono le ricette per uscire da un torpore storico e culturale che per anni ha soffocato la nostra società. Spero che Lei voglia occuparsi di questo grave problema e voglia porvi rimedio prima possibile. Inoltre, spendo una parola anche nei riguardi dei giovani colleghi che, con entusiasmo e dedizione, si apprestano ad affrontare il concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione di area medica. Giovani laureati in medicina che per anni hanno coltivato il sogno di divenire specialisti nella loro regione. Consideri anche questi giovani, si impegni a perorare la causa per lo stanziamento di un congruo numero di borse di studio per questi “ragazzi” che hanno sudato il loro titolo di studio e adesso vogliono perseverare nell’acquisire capacità e competenze nella loro Sicilia.
Mi lasci concludere con un pensiero. Ero un giovane studente liceale quando scrissi una lettera aperta all’allora ministro On. Letizia Moratti che ebbe la fortuna della pubblicazione su importanti quotidiani nazionali. Allora non condividevo molti aspetti della riforma firmata da quel ministro che, a mio avviso, “saccheggiava” le risorse per l’istruzione pubblica, la ricerca e la formazione in Italia e, con profondo rammarico, quella lettera non trovò mai una risposta.
Ora, dopo alcuni anni, mi ritrovo ad avere la fortuna di fare quello che per me è il mestiere più bello del mondo e mi ritrovo a scrivere ad una personalità di rilievo come Lei che propone il cambiamento e lo sviluppo necessario in un territorio ed in un momento storico molto difficile.
Spero che oggi Lei non resti insensibile, come l’allora ministro Moratti, a questo accorato appello di aiuto. Noi medici e giovani sulla Sicilia abbiamo già scommesso e non siamo scappati per andare incontro ad allettanti promesse ed offerte migliori di quelle che, in questo momento, potrebbero prospettarci altri luoghi e ben altre strutture fuori dalla nostra regione. Siamo rimasti perché abbiamo scelto: vogliamo lavorare per un futuro migliore in questa terra. Spero Lei possa condividere la nostra scelta e non, al contrario, contrastarla. Le auguro buon lavoro. Con stima».
Dario Buccheri, segretario generale Federspecializzandi
REDAZIONE

Fonte: www.healthdesk.it

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