(Adnkronos Salute) – Con 259 voti favorevoli, 2 contrari e 6 astenuti, il Senato ha approvato in via definitiva il decreto legge su disposizioni urgenti in materia sanitaria (ddl n. 298-B), cioè le norme per le cure con cellule staminali e la proroga della chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari. Il via libera al testo consentirà a chi è già in terapia con il metodo Stamina di continuare il trattamento. E’ prevista una sperimentazione di 18 mesi, con fondi stanziati pari a 3 milioni di euro. “Equilibrata e di buon senso”. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, giudica così la votazione del Senato. “La legge – ha sottolineato – rispetta la medicina da una parte e le famiglie dall’altra”. Apertura alla sperimentazione è stata espressa dal presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni: “Siamo disponibili – ha dichiarato – ovviamente se viene mantenuto quello che è stato detto alla Camera, e cioè che Stamina potrà mettere i necessari paletti perché la metodica non venga cambiata”. Vannoni si è detto tuttavia “rammaricato” perché “il testo che è diventato legge, al contrario di quello che era stato votato all’unanimità dal Senato inizialmente, risponde più all’interesse della comunità scientifica italiana e della burocrazia e non assolutamente alle esigenze dei pazienti”. Generale apprezzamento per il testo diventato legge è stato manifestato dalla comunità scientifica. Per Michele De Luca (Centro medicina rigenerativa ‘Stefano Ferrari’, università di Modena e Reggio Emilia), “è stato svolto un encomiabile lavoro di approfondimento e documentazione, che ha permesso ai legislatori di ascoltare tutte le parti in causa, inclusa la ricerca scientifica, le cui competenze sul tema hanno permesso di scongiurare il temuto Far West scientifico in cui sarebbe caduto il nostro Paese qualora si fosse approvato un decreto non conforme alle normative europee ed internazionali”. Secondo Elena Cattaneo (Centro UniStem, università degli Studi di Milano), “la nuova legge e il lavoro del Parlamento cercano di rimettere la questione sui binari delle regole e della trasparenza. Dimostrando la naturale attenzione alla sofferenza, ma anche la ferma volontà di far rispettare leggi di Stato che mirano esclusivamente a tutelare i pazienti affinché non vengano raggirati”. Anche per Giuseppe Remuzzi (Istituto Mario Negri Bergamo), “la legge oggi approvata dal Parlamento rappresenta un passo avanti nella direzione giusta per la medicina che è fatta di rigore e regole”. Contrario alla sperimentazione è invece Alberto Mantovani (università degli Studi di Milano, Istituto Humanitas Rozzano). Avviare una sperimentazione clinica sul metodo Stamina è un errore, ha precisato, perché “mancano tutti i requisiti necessari per farlo”: innanzitutto “un razionale ed evidenze precliniche”, ma anche “umiltà, autorevolezza e trasparenza”. In assenza di basi scientifiche, “allora potremmo sperimentare anche la bava di rospo”, ha osservato lo scienziato. “Rivediamo quanto è già successo con il caso Di Bella. Allora sull’onda emotiva abbiamo pagato una sperimentazione senza alcuna base, che non ha portato a niente. Adesso c’è solo da augurarsi che la sperimentazione alla fine non si faccia”.

Fonte: www.adnkronos.com

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