di Sergio Luciano

Partecipano a una gara pubblica, una gara on-line gestita dalla Consip, la vincono, e poi la impugnano davanti al Tar chiedendone l’annullamento: un paradosso? Per carità, se Roche e Sanofi – due colossi della farmaceutica mondiale – si sono comportati in questo modo ne avranno avute tutte le ragioni (e la legittimità giuridica). Ma la sostanza? La sostanza è probabilmente un’altra: i due big hanno partecipato alla gara – dal valore di partenza di ben 320 milioni di euro – perché “piuttosto che niente meglio piuttosto”, ma fino all’ultimo hanno sperato che la gara saltasse. E perché mai? Semplice: la gara di cui parliamo è quella per la vendita dei “glucometri” al sistema sanitario nazionale. I glucometri sono le striscioline di carta reattiva con le quali tre milioni di diabetici italiani devono controllare quotidianamente il tasso di zucchero nel sangue. Dopo una tradizione di finanza allegra, nel settore ha fatto irruzione la Consip, la società del ministero dell’Economia che allestisce e gestisce le gare on-line, giungendo in media a imporre ai fornitori dei ribassi dell’11 per cento. Ebbene: la buona notizia è che il Tar il 29 agosto scorso ha respinto l’impugnativa di Roche e Sanofi. La cattiva notizia è che questi “ci provano” sempre, la mucca da mungere della pubblica amministrazione italiana ha ancora mammelle molto gonfie agli occhi dei fornitori di tutto il mondo.

Quindi, senza nulla togliere alle ineccepibili ragioni giuridiche del ricorso (e plaudendo al Tar che le ha bocciate!) resta che i due big hanno vinto il campionato mondiale della faccia tosta, contando sul fatto che in Italia, la ex “culla del diritto!” divenuta ormai tomba del buon diritto, potesse andargli giusta. E invece gli è andata storta. In questo caso, il grosso del risparmio portato all’attivo dello Stato dalla gara on-line consiste nel pagare la metà del prezzo pagato dalle Asl le strisce reattive (intorno ai 20 centesimi ciascuna ciò che oggi costa mediamente 40 centesimi). Ulteriore risparmio deriverà dalla accurata e regolata distribuzione del prodotto (mentre oggi quasi tutti danno migliaia di strisce a ciascun paziente e quelli che ne fanno un uso molto inferiore alimentano un mercato nero). Erano dieci anni che non si facevano gare su questo prodotto e si andava avanti per inerzia… diciamo così. Ora il risparmio annuo sarà di almeno 100 milioni. Con la massima qualità dei prodotti aggiudicati, che hanno dovuto superare una severa selezione, in gara. E l’immutata possibilità del medico circa il dispositivo da prescrivere al paziente.

 

fonte: www.affaritaliani.it

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