Una patologia molto frequente nelle donne in età fertile quando l’ovaio è ancora attivo.

Le cisti ovariche: sintomi e cure

Con la collaborazione del dottor Pietro Cignini, specialista in ginecologia e ostetricia, Servizio di Diagnostica Ostetrico e Ginecologica, ARTEMISIA MAIN CENTER, Roma e Milano

 

Si tratta di formazioni molto spesso ripiene di fluido liquido, sangue o, più raramente, miste (solide e fluide), che si formano all’interno delle ovaie o sulla loro superficie. Generalmente tutti i mesi ogni donna va incontro al processo di ovulazione per il quale una cellula uovo viene emessa nelle vie genitali in attesa di essere fecondata. Questo processo passa attraverso la maturazione di una formazione ovarica, anche questa cistica, chiamata follicolo, che a seguito dell’ovulazione si trasformerà in corpo luteo. Se non ci sarà la fecondazione quest’ultimo verrà riassorbito dall’ovaio ed il ciclo riprenderà. A volte capita che questo processo non evolva così linearmente con un ritardo del suo riassorbimento determinando la forma più frequente di cisti ovarica in età fertile detta “funzionale”. Di solito anche queste cisti funzionali sono comunque destinate nel giro di 2-3 mesi al riassorbimento spontaneo.

 

Quali sono i sintomi?

I sintomi generati dalle cisti ovariche sono associati essenzialmente alla loro grandezza, alla loro capacità di produrre ormoni senza controllo ed, infine, alla possibilità di rompersi e dare una sintomatologia detta di “addome acuto”, condizione in cui il loro contenuto a contatto con la cavità addominale ne determina una forte irritazione e forte dolore. Molto spesso le cisti ovariche non danno sintomi e regrediscono da sole. Altre volte, invece, possono provocare un senso di pesantezza al basso ventre ed nel caso in cui siano molto grandi lo stimolo di urinare spesso per la pressione di queste sulla vescica.

Infine, ma di rado, può instaurarsi un dolore acuto (come una pugnalata) determinato dalla torsione della cisti che, repentinamente, interrompe l’afflusso sanguigno all’ovaio determinandone un’ischemia importante. Ci sono poi alcuni sintomi comuni che però possono essere anche riconducibili ad altri disturbi o patologie: ciclo irregolare, dolore pelvico o addominale frequente, dolore durante i rapporti sessuali, sensazione di pressione sulla vescica o sul retto, nausea, vomito o dolore al seno, simili a quelli che si verificano in gravidanza.

 

Le cisti possono essere di tipologie diverse?

Si, esistono diverse forme di cisti. Quelle endometriosiche sono molto frequenti in età fertile e la causa della loro formazione oggi non è ancora ben stabilita, ma sembra essere associata a fattori ambientali e genetici. Esse sono rappresentate da tessuto endometriale (la mucosa che riveste internamente l’utero) che si localizza fuori dell’utero e che, sanguinando, dà origine a queste cisti. Poi ci sono le cisti dermoidi: derivano da un residuo di tessuto embrionario, che normalmente dà origine a tessuti quali capelli o denti, che rimane localizzato sull’ovaio. In queste cisti, dopo la loro asportazione chirurgica è possibile trovarvi residui di questi tessuti come, appunto, capelli, denti ecc..

Quelle dovute ad alterazioni ormonali, le più note rientrano nel quadro più complesso della Sindrome dell’Ovaio Policistico. In questo caso coesiste inoltre una vasta gamma di segni e sintomi che aiutano il clinico nella diagnosi. Infine le cisti ovariche maligne: poco frequenti in età giovane (ma purtroppo non assenti!) e più frequenti in post-menopausa. In menopausa qualsiasi cisti ovarica venga diagnostica necessita di un attento e corretto inquadramento clinico-diagnostico per valutare il trattamento opportuno. Solo in alcuni casi le cisti ovariche possono diminuire la fertilità di una donna. Le cisti endometriosiche sono tra queste o come accade nella sindrome dell’ovaio policistico. In quest’ultimo caso uno squilibrio della produzione ormonale determina una mancanza cronica dell’ovulazione. In questo caso è molto efficace un trattamento farmacologico atto a ripristinare il normale ciclo ormonale allabase dell’ovulazione.

Fonte: www.piusanipiubelli.it

 

 

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