Per malattie gravi come Sla, Parkinson e Alzheimer, vanificati finanziamenti.

(Adnkronos Salute) – “Il danno arrecato” dal blitz con cui sabato un gruppo di animalisti ha ‘liberato’ centinaia di animali destinati alla sperimentazione in un dipartimento dell’università Statale di Milano “è difficile da quantificare, ma è nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro”. Un danno che “va ben oltre la perdita degli animali illegalmente asportati: gli animalisti hanno tolto i cartellini a tutte le gabbie, rendendo non più identificabili gli animali e di fatto mandando in fumo il lavoro di anni di ricerca scientifica e i finanziamenti relativi”. E’ l’amarezza espressa dai ricercatori e dagli associati dell’Istituto di neuroscienze del Cnr – sezione di Milano, che lavorano nel Dipartimento di biotecnologie mediche e medicina traslazionale della Statale, preso di mira dagli attivisti. In una lettera pubblicata su Prometeus, magazine dell’Associazione nazionale dei biotecnologi italiani (Anbi), gli scienziati sottolineano che “le ricerche” in questione “riguardano in gran parte malattie del sistema nervoso, per le quali vi è un disperato bisogno di cure, attualmente non disponibili: autismo, malattia di Parkinson, di Alzheimer, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, sindrome di Prader-Willi, dipendenza da nicotina”. Nella lettera aperta si parla di finanziamenti vanificati e i ricercatori ripercorrono i fatti di sabato: “In concomitanza con il corteo nazionale contro la ‘vivisezione’ – raccontano – cinque membri del gruppo ‘Fermare Green Hill’ sono entrati abusivamente nel Dipartimento di biotecnologie mediche e medicina traslazionale dell’università degli Studi di Milano, sede in cui opera anche la sezione milanese dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche. I 5 attivisti hanno occupato lo stabulario, e dopo che alcuni si sono incatenati alle porte, hanno impedito l’accesso a polizia e personale di ricerca. Con l’intento di impedire lesioni alle persone coinvolte, i docenti universitari responsabili hanno avviato una lunga e laboriosa trattativa che si è conclusa con l’uscita degli attivisti dal dipartimento, in compagnia di un centinaio di topi e di un coniglio”.

Fonte: www.adnkronos.com

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