Il 15 maggio si è tenuta l’udienza sul caso della vendita dei farmaci di fascia C negli esercizi commerciali. Spagna, Portogallo e Commissione UE hanno supportato l’Italia sul mantenimento dello status quo. Le conclusioni dell’Avvocato Generale sono attese per il 5 settembre.

17 MAG – La ‘sfida’ sulla liberalizzazione dei medicinali di fascia C entra nel vivo. Lo scorso 15 maggio si è tenuta in Lussembrugo l’udienza sul caso della vendita dei farmaci di fascia C negli esercizi commerciali. L’annosa questione si trascina ormai dall’introduizione del Decreto Bersani (legge n. 248/2006), che ha ha abilitato alcuni esercizi commerciali alla vendita di tutti i farmaci senza ricetta non rimborsabili, purché tale vendita venga effettuata da un farmacista iscritto all’Albo. Nel corso del 2012 alcuni farmacisti, titolari di esercizi commerciali abilitati a tale vendita, hanno comunicato al Ministero della Salute di voler avviare la vendita al pubblico di farmaci a totale carico del cittadino, per i quali è obbligatoria la presentazione di ricetta medica, con l’intento di sollevare un procedimento giudiziale dal quale potessero scaturire giudizi di legittimità della normativa italiana sia con l’ordinamento costituzionale italiano che con quello comunitario.

In ambito comunitario la questione della legittimità di tali norme con il diritto comunitario è stata sollevata da alcuni Tribunali amministrativi regionali, che hanno rinviato la questione alla Corte di Giustizia la quale ha riunito tali “richieste” in un unico dibattimento iscritto a ruolo con i seguenti riferimenti C-159-160-161/12 (Casi Venturini, Gramegna, Muzzio). Federfarma, che inizialmente non era parte in causa dei procedimenti giurisdizionali nazionali, è riuscita a ottenerne l’ammissione e quindi, di conseguenza, anche il diritto a partecipare al procedimento innanzi al giudice comunitario. Nel corso dell’udienza hanno spiegato le loro opinioni sul merito della questione Federfarma, lo Stato spagnolo, la Commissione Europea, oltre ovviamente alla controparte in rappresentanza degli esercizi commerciali coinvolti nel caso. Trattazioni scritte sono invece pervenute dalla Repubblica italiana e da quella portoghese. Sono state poste alcune domande da parte dei giudici e dell’Avvocato generale su quali sarebbero gli elementi di merito che darebbero al caso di specie una rilevanza comunitaria e non di esclusivo diritto interno cosa che, ovviamente, ha importanza sostanziale ai fini del giudizio di merito della Corte di Giustizia europea.

Altro argomento trattato estensivamente è stato quello relativo all’ipotesi che il divieto di vendita di farmaci di fascia C sarebbe contrario al principio comunitario del diritto di stabilimento, ovvero impedirebbe ad altri farmacisti dell’Unione Europea di stabilirsi in Italia per vendere tali farmaci, ciò a causa delle limitazioni fissate dalla normativa sulla pianta organica (già giudicata del tutto legittima dalla Corte di Giustizia nel 2010).
Al termine dell’udienza sono state calendarizzate le tappe del procedimento che prevedono la pubblicazione delle Conclusioni dell’Avvocato generale della Corte il prossimo 5 settembre. Tali conclusioni forniscono l’orientamento spesso decisivo per le decisioni che vengono espresse dalla Corte nella sentenza definitiva, la cui pubblicazione è prevista entro la fine dell’anno.

Fonte: www.quotidianosanita.it

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