Ian Read, amministratore delegato di Pfizer, lo aveva più volte fatto capire e adesso la decisione è presa. Pfizer, la prima azienda farmaceutica a livello mondiale, con un fatturato che nel 2012 è stato pari a quasi $59 miliardi, divide il proprio business in tre aree distinte, forse in preparazione a una futura suddivisione della società.

Con un comunicato, oggi Pfizer ha infatti annunciato l’intenzione di riorganizzare le proprie attività commerciali suddividendole in tre aree: due dedicate ai business innovativi (vedremo meglio come saranno organizzate) e una terza cosiddetta “Value business line”, nella quale confluiranno i prodotti maturi.

L’azienda intende così separare il business a minor margine dei farmaci a brevetto scaduto da quello dei più lucrativi prodotti specialistici e per l’oncologia. Meno chiaro è il ruolo dei farmaci cosiddetti consumer, cioè i farmaci Otc, un settore a minore redditività rispetto a quello dei farmaci specialistici ma dove conta il marchio e quindi non esposto alla concorrenza dei generici. Ciascuno dei tre segmenti dell’azienda opererà nei mercati sviluppati e in quelli emergenti.

Questa mossa arriva dopo che con l’arrivo di Jan Read al timone di Pfizer l’azienda ha già da tempo iniziato a ridisegnare il proprio core business. Nel 2011 è stata venduta a Nestlè la divisione di farmaci per l’infanzia, con un ritorno di $11,9 miliardi. Nel 2013, invece, è stata scorporata la divisione animal health, che ha iniziato a operare autonomamente e ha preso il nome di Zoetis.

Le variazioni operative appena annunciate inizieranno ad essere implementate dal gennaio del 2014 a partire dai Paesi nei quali non è necessario un accordo preliminare con le forze sindacali prima di procedere a variazioni organizzative. A seguire gli altri Paesi. Ogni area opererà in autonomia e richiederà una elevate specializzazione delle risorse umane destinate a gestirla.

A partire dall’inizio del prossimo anno, l’azienda inizierà a fornire dati scorporati per ciascuna delle tre aree di business, ivi compreso un primo bilancio economico per ciascuna delle tre divisioni.

Una delle due aree di business dedicate ai farmaci innovativi sarà guidata da Geno Germano, e comprenderà farmaci di diverse aree terapeutiche, quali infiammazione e immunologia, cardiovascolare e metabolico, neuroscienze e dolore, malattie rare e salute della donna.

L’altra area di business dedicata ai farmaci innovativi comprenderà i vaccini, l’oncologia e la divisione consumer. Sarà guidata da Amy Schulman.

Infine, l’area di “Value business” sarà guidata da John Young. Questo settore dell’azienda comprenderò farmaci molto importanti che oggi generano elevati flussi di cassa, pensiamo solo a Torvast, e che consentono di fornire cure ad elevato valore aggiunto e a prezzi economici. Oltre ai farmaci che hanno già perso il brevetto, questa parte dell’azienda confluiranno anche i farmaci che il brevetto lo perderanno nel 2015. Vi confluiranno anche i biosimilari che l’azienda sta sviluppando e anche le partnership con altre società relative ai prodotti maturi, come quelle con Mylan in Giappone, Teuto in Brasile e Hisun in China.

Olivier Brandicourt gestirà la transizione dall’attuale organizzazione incentrata per aree geografiche a quella futura per aree di business, oramai molto prossima.

Se queste decisioni saranno preliminari a una effettiva divisione dell’azienda in tre società distinte questo per ora non viene annunciato. Il fatto che si anticipi che ciascuna area di business avrà un suo bilancio economico fa pensare che si vada verso questa direzione anche se per ora è difficile fare ipotesi concrete e le alternative potrebbero essere diverse. Sembra più probabile pensare a un futuro scorporo dei prodotti maturi mentre gli altri farmaci è più probabile che l’azienda se li tenga stretti. Siamo però nell’area delle illazioni, è bene precisarlo chiaramente.

Non sarà comunque un’impresa facile, pensiamo solo agli stabilimenti che attualmente producono farmaci che rientrano in diverse delle tre categorie annunciate, che fine faranno? E i costi della ricerca e sviluppo, a chi andranno allocati e come? Nel corso degli anni, però, Pfizer ci ha abituato a concludere con successo azioni che ad altri non erano riuscite. Evidentemente la sfida non spaventa il management.

Nel corso di un’intervista, il Chief Executive Ian Read, lo scorso mese di aprile aveva affermato che Pfizer avrà bisogno di tre anni per determinare se mantenere il business dei farmaci innovativi e quello dei farmaci maturi o “value”, oppure se gli azionisti potrebbero trarre maggiore vantaggio da una vendita del business generato da questi ultimi.

Nel frattempo, Read ha detto che la società gestirà il business sempre più come se fossero attività commerciali separate e condurrà audit finanziari per misurare il loro valore relativo per Pfizer. “Ciò metterà alla prova il modello di gestione separate per vedere se genera valore per gli azionisti, e se gli azionisti lo riconoscono” aveva detto Read nell’intervista. «E noi prenderemo le decisioni da loro.”

Fonte: pharmastar.it

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