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Stando ai risultati di un’ampia metanalisi pubblicata di recente sull’International Journal of Cancer, l’assunzione di paracetamolo e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) diversi dall’aspirina si è associata a un aumento del 28% del rischio di sviluppare un tumore al rene.

La metanalisi ha incluso 20 studi condotti in sei Paesi che nel complesso hanno coinvolto più di 8000 casi di cancro al rene.

“L’uso di alcuni analgesici, tra cui l’aspirina e diversi FANS, è risultato associato a una riduzione del rischio di tumore al seno, alla prostata e al colon-retto, mentre l’effetto di questi analgesici sul carcinoma renale è meno chiaro ” scrivono gli autori nell’introduzione del lavoro

I ricercatori hanno raccolto i dati degli studi sui tre analgesici di uso più comune pubblicati fino al giugno 2012 e incentrati principalmente sul tumore al rene. Inoltre, gli studi dovevano contenere una valutazione del rischio relativo (RR) con il relativo intervallo di confidenza.

Considerando i risultati relativi al solo paracetamolo, gli autori hanno trovato un aumento del rischio di cancro al rene associato a un uso regolare del farmaco o a qualsiasi tipo di utilizzo (RR = 1,28; IC al 95% 1,15-1,44). Inoltre hanno evidenziato un’associazione più forte in caso di assunzioni elevate (RR = 1,68; IC al 95% 1,22-2,30), ma non in caso di uso prolungato (RR = 1,16; IC al 95% 0,84-1,59).

L’aumento del rischio di cancro del rene è stato trovato anche con l’uso regolare di FANS diversi dall’aspirina (RR = 1,25; IC al 95% 1,06-1,46) e, analogamente a quanto visto con il paracetamolo, l’aumento del rischio è risultato più marcato in caso di assunzioni elevate (RR = 1,56; IC al 95% 1,11-2,19).

“Questa scoperta potrebbe avere ripercussioni sulla salute pubblica dal momento che questi analgesici sono i farmaci da banco più usati e l’assunzione di alcuni di essi è risultata associata a una diminuzione del rischio di alcuni tumori importanti” scrivono i ricercatori. “Anche se il cancro al rene è relativamente raro, nelle decisioni sull’utilizzo di questi analgesici vanno considerati rischi e benefici”.

Al contrario, lo studio mostra che l’uso regolare di aspirina non si è associato in modo significativo all’aumento del rischio di tumore renale (RR = 1,10; IC al 95% 0,95-1,28). Anche se si è vista una tendenza verso un aumento del rischio all’aumentare dell’assunzione e della durata della terapia, tale aumento non è risultato statisticamente significativo.

“Non è chiaro perché l’aspirina può avere un effetto protettivo assodato contro il cancro del colon-retto, ad esempio, ma non contro il cancro al rene” scrivono gli autori, sottolineando che, “dopo tutto, i meccanismi proposti per l’effetto di prevenzione del cancro da parte dell’aspirina attraverso la riduzione dell’infiammazione, grazie all’inibizione della cicloossigenasi-2, e l’induzione dell’apoptosi delle cellule tumorali, non sono considerati tessuto-specifici. Tuttavia, è possibile i meccanismi che inducono la cancerogenesi del colon siano molto diversi da quelli della cancerogenesi renale”.

Nella discussione dei risultati, gli autori citano diversi limitazioni della loro metanalisi, tra cui il fatto che alcuni degli studi inclusi non hanno tenuto conto dei possibili fattori di rischio di tumore al rene. Inoltre, molti di essi hanno incluso diversi tipi di cancro al rene, tra cui il carcinoma renale, ma anche tumori renali pelvici o uretrali. Infine, i vari studi hanno utilizzato definizioni diverse per l’uso di analgesici e potrebbero non aver tenuto contro di eventuali cambi del tipo di farmaco utilizzato da parte dei partecipanti.

Fonte: www.pharmastar.it

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