Dosi subanestetiche di propofol sarebbero in grado di ridurre in modo sicuro ed efficace l’emicrania pediatrica. E’ quanto sostiene uno studio USA, presentato nel corso del Congresso Annuale dell’AAPM (American Academy of Pain Management), tenutosi ad Orlando.

L’emicrania pediatrica, come è noto, è una condizione di frequente riscontro dei dipartimenti di Medicina d’Urgenza, in ragione della difficoltà di trattamento.
Propofol è un anestetico generale utilizzato con successo negli adulti per il trattamento dell’emicrania. In assenza di dati di efficacia in pediatria, è stato allestito questo studio, nel corso del quale 7 bambini affetti da emicrania sono stati trattati con dosi subanestetiche del farmaco in un reparto di Medicina d’Urgenza tra il 2010 e il 2011.

I pazienti sottoposti a trattamento erano messi a confrono con un egual numero di controlli incrociati sia per età che per il sesso di appartenenza, trattati con terapia antiemicranica standard a base di una combinazione di FANS, difenidramina e proclorperazina. In entrambi i gruppi, inoltre, tre piccoli pazienti su 10 assumevano anche un trattamento profilattico dell’emicrania.

I piccoli pazienti inclusi nello studio avevano un’età media di 12,3 anni (range: 9,2-15,4 anni) nel gruppo trattato con propofol e di 14,7 anni (range: 12,6-16,8 anni) nel gruppo di controllo, con una preponderanza di soggetti di sesso femminile (71% in entrambi i gruppi).
La dose media totale di propofol utilizzato era pari a 1,71 mg/kg, mentre la dose media in bolo era pari a 0,56 mg/kg.

I risultati hanno mostrato che i pazienti trattati con propofol avevano una riduzione più significativa dell’intensità di dolore percepito, espressa mediante punteggio sulla scala VAS, rispetto ai pazienti trattati con terapia antiemicramica standard. Nello specifico, mentre la riduzione media del punteggio VAS legato all’intensità del dolore percepito era pari all’80% nel gruppo trattato con propofol, quella riscontrata nel gruppo di controllo era pari, invece, al 60%.

Inoltre, i pazienti trattati con propofol presentavano un tempo di permanenza nel reparto di Medicina d’Urgenza sensibilmente inferiore rispetto a quelli trattati con terapia antiemicranica standard. (122 minuti vs 202 minuti).

“Lo studio – ha dichiarato il dr. Sheridan, autore principale del lavoro – è il primo sull’impiego di propofol a dosi sub anestetiche per il trattamento degli attacchi acuti di emicrania in una popolazione pediatrica e, nel complesso, i piccoli pazienti hanno risposto molto bene al trattamento”.

”La dose impiegata per il trattamento degli attacchi di emicrania – ha aggiunto – è compresa tra un quarto e la metà della dose solitamente utilizzata per la sedazione, ragion per cui i pazienti non si addormentano mai. Inoltre, con l’assunzione di propofol a dosi subanestetiche, non è stato documentato nessun evento collaterale legato all’assunzione del farmaco a dosi piene, come ipotensione o depressione respiratoria. Il farmaco, pertanto, è sicuro se impiegato in un contesto adeguato, come nei reparti di Medicina d’Urgenza”.

“Quasi l’1-2% di tutte le visite pediatriche in un reparto di Medicina d’Urgenza sono dovute a cefalee e una grande maggioranza di queste sono di tipo emicranico – ha affermato il dr. Sheridan a conclusione del suo intervento. – Questo è un piccolo studio preliminare, e i risultati fin qui ottenuti sembrano promettenti. Sarà ora necessario confermarli in studi meglio dimensionati perché propofol possa essere largamente accettato come trattamento antiemicranico nella popolazione pediatrica.”

Fonte: pharmastar.it

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