Gli anti-infiammatori non steroidei hanno un ruolo chemioprotettivo verso l’insorgenza del cancro del colon-retto nelle donne. Questo importante risultato è stato pubblicato sulla rivista International Journal of Cancer in cui sono state anche espresse evidenze di riduzione del rischio di cancro dell’ovaio e di melanoma.

L’utilizzo di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) è stato in passato associato alla riduzione del rischio di cancro in diversi organi ma recenti studi prospettici hanno riportato che non c’è associazione tra il loro utilizzo e l’insorgenza del cancro in generale.
Lo scopo del presente lavoro è stato quindi quello di verificare l’associazione tra uso di FANS e cancro in specifici siti del corpo umano nelle donne.

Tale ricerca fa parte di un programma di studio molto vasto, denominato Women’s Health Initiative (WHI), che ha coinvolto Università e Centri di ricerca americani sul cancro. Si tratta di uno studio prospettico su larga scala che ha analizzato le più comuni cause di morbidità e mortalità nelle donne in menopausa, incluso cancro, problemi cardio-vascolari e osteoporosi.
Nel lavoro, sono state reclutate 161.808 donne, di età compresa tra i 50 e i 79 anni, reclutate in 40 centri americani tra settembre 1993 e dicembre 1998. Il primo termine dello studio è stato nel 2005 ma poi la ricerca è stato estesa fino al 2010. Alle partecipanti è stato fatto compilare un questionario che conteneva anche domande riferite al loro utilizzo di FANS aggruppando così le partecipanti in 3 gruppi: nessun utilizzo di FANS, utilizzo inconsistente e consistente verificati al basale ma anche dopo 3 anni dall’inizio dello studio.

I risultati hanno mostrato che l’aumento dell’età, della BMI e dell’uso di ormoni in post-menopausa sono associati positivamente all’uso di FANS. L’ulcera gastrica non è stata associata all’utilizzo di FANS mentre donne con storia familiare di cancro oppure ipertese o con problemi al cuore era più facile che “consumassero” FANS in maniera consistente.

Non è stata vista un’associazione con il rischio di cancro in generale, mentre, è stata osservata una forte evidenza di riduzione del rischio di cancro del tratto gastrointestinale, in particolare del cancro del colon retto, con l’uso di FANS (≥5 anni tra utilizzatori consistenti vs non utilizzatori: HR 0.74, 95% Cl:0.55-0.99). In più, l’utilizzo a lungo termine di FANS, principalmente l’aspirina, è stato associato ad una riduzione del rischio di cancro alle ovaie e l’uso consistente dell’aspirina è stato anche inversamente associato all’incidenza di melanoma. Infine, l’utilizzo dei FANS non è stato visto associato al cancro delle vie urinarie, del polmone, del seno, dell’endometrio, della tiroide o di patologie ematologiche. Non è stato visto aumento statisticamente significativo nel rischio di nessun cancro in un sito specifico.

Questo studio ha molti punti di forza; innanzitutto ha coinvolto un numero rilevante di donne, il follow up è stato completato dalla maggior parte delle partecipanti e sono stati considerate anche variabili quale l’età, la BMI e la familiarità con patologie, soprattutto cancro. Una limitazione, invece, sta nella verifica dell’uso del farmaco vista l’ampiezza del follow up, non si può avere certezza dell’uso soprattutto nei consumatori assidui (giornalieri).

In conclusione, lo studio WHI conferma l’effetto chemioprotettivo dei FANS sul cancro del colon-retto nel sesso femminile e l’evidenza di riduzione del rischio del cancro delle ovaie e del melanoma. Tale evidenze necessitano comunque di altre prove e considerazioni prima di supportare l’uso di tali farmaci come chemioprotettori.

Emilia Vaccaro

Brasky TM et al. Non-steroidal Anti-inflammatory Drugs and Cancer Risk in Women: Results from the Women’s Health Initiative. Int J Cancer 2014 Mar 6

Fonte: pharmastar.it

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