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Roma, 13 nov. (Adnkronos Salute) – Una descrizione “nauseante della professione dell’informatore scientifico” che getta “ombre su 17 mila lavoratori, descritti come mostri da prima pagina”. E’ il duro attacco della lettera aperta firmata pubblicata sul sito di riferimento degli informatori scientifici ‘Informatori.it’ contro il film ‘Il venditore di medicine’ di Antonio Morabito. Pellicola presentata ‘fuori concorso’ al Festival di Roma, che racconta la storia di un informatore (interpretato da Claudio Santamaria), corruttore di medici, anche loro molto ‘disponibili’, e pronto a tutto pur di far vendere più farmaci alla propria azienda. Nel cast anche Isabella Ferrari e Marco Travaglio, nei panni di un oncologo ospedaliero incorruttibile che finisce per essere ricattato.

“La cosa che più mi ferisce – scrive nella lettera firmata al sito Mauro Vendramin – è vedere un giornalista come Marco Travaglio, da sempre interprete del ruolo di castigatore e censore dei comportamenti della casta e delle lobbies, recitare (male) il ruolo del medico nella succitata tragicomica pantomima”. Ma lo sfogo di Mauro Vedramin non è il solo presente sul sito. Anche altri informatori hanno voluto protestare contro il ritratto della categoria messo a fuoco dal film. “Desidero sapere – scrive in un altro post pubblicato su ‘Informatori.it’ Amedeo Perrotta – se questa associazione intende dopo accurata visione del film denunciare questi attori e questo regista per difendere l’onorabilità di tutti”.

“Se ci sono prove di ciò che nel film sembra un atteggiamento ubiquitario della nostra categoria – attacca Vendramin nella lettera – allora bisogna fare una denuncia alla magistratura con nomi e cognomi, non essere pagati per recitare in un film di denuncia”.

Fonte: focus.it

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