È un ex collaboratore di giustizia l’uomo arrestato venerdì scorso dalla Guardia di Finanza con 300 grammi di cocaina.

Angelo Veronese, chimico in pensione 65 anni originario di Tortona ma residente a Solanas , frazione di Cabras, negli ultimi trent’anni è stato al centro di importanti inchieste giudiziarie.

L’ARRESTO – Durante un servizio di controllo, i militari della Compagnia di Oristano hanno fermato una Lancia Lybra sulla strada provinciale che da San Vero Milis porta a Cabras. Insospettiti dal nervosismo e dall’atteggiamento del pensionato i finanzieri lo hanno perquisito, controllando poi anche la macchina. E proprio all’interno dell’auto è stato trovato un involucro con una sostanza solida bianca. Sottoposta agli esami con specifici reagenti ha dato la reazione tipica della cocaina.

Nella casa dell’uomo è stato trovato anche un bilancino di precisione. Il sessantacinquenne è stato accompagnato nel carcere di Massama. Sono in corso ulteriori indagini, sembra comunque che la droga fosse destinata al mercato della provincia, in cui d’estate cresce la richiesta.

LA STORIA – Nel 1997 conquistò la ribalta della cronaca nazionale lanciando accuse pesantissime contro i pubblici ministeri Ilda Boccassini e Tiziana Parenti. Quando quelle accuse si rivelarono infondate, Angelo Veronese, 65 anni, piemontese di Tortona, fu il primo a ritrattarle e fece di tutto per farsi dimenticare andando a nascondersi in Sardegna in un paesino di poche centinaia di abitanti a pochi chilometri da Oristano dove si presentava come informatore scientifico per conto di alcune case farmaceutiche. In realtà Veronese, dopo aver goduto per diverso tempo di programmi di protezione e copertura come collaboratore di giustizia, era solo tornato al suo vecchio “lavoro” nel settore della droga. Chimico di formazione, negli anni 80 era considerato il più bravo in Italia nella raffinazione della cocaina, e stavolta è stata proprio la cocaina ad incastrarlo.

E’ bastato il tempo di qualche ricerca su Internet e sono saltati fuori i trascorsi di Veronese nel mondo della droga, il suo ruolo più che ambiguo in alcune grandi inchieste che toccavano anche Cosa Nostra e i Narcos sudamericani e le sue accuse a raffica contro i Carabinieri del Ros di Genova e contro i due pubblici ministeri Ilda Boccassini e Tiziana Parenti. In particolare, accusò la Boccassini di avergli promesso 500 milioni di lire perché accusasse la collega e rivale Tiziana Parenti di aver sniffato cocaina che un militare gli procurava prelevandola dalle partite di droga sotto sequestro. Tutto falso, come accertò poi la magistratura di Genova e come lui stesso dichiarò ritrattando le sue precedenti dichiarazioni.

Lunedì 29 luglio 2013 20:39 l’unione sarda.it

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