Corruzione, le intercettazioni che hanno portato agli arresti / I NOMI DEGLI ARRESTATI /ASL, I MEDICI GIA’ SOSTITUITI
di Federico Cortesi

Pisa, 22 novembre 2014 – “Una volta mi muovo con la moglie voglio di’ io, tre giorni e tre notti, volevo vede’ di stà bene, capito?”. E’ la raccomandazione fatta dal dottor Maurizio Petri di Cascina a Giuliano Biagi, informatore scientifico della Humana Italia Spa – nel corso di un’intercettazione telefonica che risale al pomeriggio di 24 luglio 2013 – in merito all’imminente viaggio-premio in programma a Berlino dal 23 al 26 agosto dello scorso anno. Dalle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche contenute nelle circa ottanta pagine dell’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pisa Guido Bufardeci – che ha portato all’arresto di 18 tra pediatri e informatori scientifici, come scriviamo nelle pagine nazionali – emerge con chiarezza quale sia la finalità delle regalie come in una conversazione tra due informatori scientifici in cui il marchigiano Vincenzo Ruotolo ribadisce al collega pisana Dario Boldrini come si aspetti che dopo “questi regali dovranno uscire i latti” (sic).

“Dagli una sollecitata di sentire, datevi una mossa perché, novembre e dicembre, qua dobbiamo mettere in pista, almeno dobbiamo raggiungere gli obiettivi”. Dice ancora il responsabile nazionale dei coordinatori scientifici della Dmf, Vincenzo Ruotolo, a Dario Boldrini. Gli interlocutori, annota il pubblico ministero Giovanni Porpora, si riferiscono a due medici a cui hanno regalato dei condizionatori. Dopo questa conversazione, Boldrini introduce il discorso relativo a due pediatri indagati, «dai quali è costretto a passare per non fare brutta figura, alludendo al contempo al fatto che sicuramente anche loro avranno delle richieste» di regali. Ruotolo «a tal proposito mostra di non apprezzare il comportamento di questi dottori che, nonostante ricevessero dei vantaggi, non si fanno sentire e aspettano che sia il rappresentante a cercarli» e ribadisce «ancora una volta il concetto secondo il quale non devono dimenticare che anche loro devono contribuire con le loro prescrizioni». Secondo il gip Bufardeci, citando nell’ordinanza le richieste del pm Porpora, quello dei benefit «quale contropartita delle prescrizioni» è un sistema «tristemente e pericolosamente diffuso a livello nazionale e coinvolge, di fatto, l’intero panorama delle case farmaceutiche, presentandosi quali prassi ormai collaudata».

federico.cortesi@lanazione.net

di Federico Cortesi

 

Fonte: lanazione.it

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