Giuliano Biagi, informatore scientifico di Massa, fissa il viaggio del medico a spese di Humana / SCANDALO LATTE IN POLVERE, RAFFICA DI ARRESTI TRA MEDICI E INFORMATORI SCIENTIFICI / I NOMI DEGLI ARRESTATI
di VALENTINA CONTE

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Massa, 22 novembre 2014 – C’È ANCHE un massese fra le diciotto persone – 12 medici pediatri, tra cui due primari, 5 informatori scientifici e un dirigente d’azienda – che da ieri sono agli arresti domiciliari, su ordine della Procura di Pisa. Si chiama Giuliano Biagi ed è un informatore scientifico della Humana Italia, la stessa azienda che spesso commercializza il suo latte in polvere con l’acqua Amorosa, imbottigliata proprio allo stabilimento massese della Evam (Amorosa e Evam sono estranee all’inchiesta, ndr). L’inchiesta – denominata “medici low cost’’ – che ha portato all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, eseguite ieri mattina, è il risultato di una lunga inchiesta sulla commercializzazione di latte artificiale per l’infanzia portata avanti dai carabinieri del Nas, che ha scoperto quello che gli investigatori definiscono una «consolidata e diffusa pratica corruttiva che alcune note ditte di alimenti per l’infanzia praticava per indurre numerosi pediatri a prescrivere latte artificiale ai neonati dietro elargizione di tangenti – sotto forma di costosi viaggi e regali di lusso – ed aumentarne le vendite».

«ALLORA, se ti è possibile, a me andrebbe benissimo – ho già parlato anche con mia moglie – dal 23 al 26 a Berlino…». «Perfetto, va bene. Ma di settembre, perché noi di agosto siamo un po’ incasinati». E poi, orari dei voli aerei e anche riferimenti ad alberghi «che vanno più che bene» e all’agenzia di viaggio («mi mandate l’okay. Eventualmente all’agenzia dai il mio cellulare se vuol parlare con me…»). E’, questo, uno stralcio della conversazione telefonica intercorsa fra il medico pediatra pisano Maurizio Petri e Giuliano Biagi. Il primo pianifica un viaggio con la consorte in Germania a spese della Humana Italia; il secondo dice «va bene». La conversazione risale al 17 luglio 2013. Il dottore Petri è, poi, andato a Berlino nelle date ‘richeste’.

E’ UNA delle conversazioni registrate dagli inquirenti ed è quella che ha inguaiato l’informatore scientifico massese, che ha 35 anni e che abita nella zona del Casone. A quella telefonata ne seguono altre, fra cui quelle del 24 luglio in cui Biagi, che utilizza una nuova utenza telefonica, comuncia al pediatra gli orari dei voli: «Il 23, da Firenze, alle 13.45. Arrivi là tipo verso le tre e il ritorno, aspetta eh, il ritorno c’è alle sedici e un quarto e arrivi alle 18.10 sempre a Firenze. L’albergo è in posizione centrale. Ce ne abbiamo due. C’è il Waild, Winddham Berlin Excelsior e poi c’è quest’altro, il Maritim Pro Arte Berlino, zona Est, vicino Porta di Brandeburgo. Però io, il primo, quello che t’ho detto prima, c’ho già mandato delle persone…». Pochi minuti dopo Biagi ricontatta il dottor Petri per proporgli un’alternativa tra due possibili hotel per il soggiorno a Berlino, spiegandogli al contempo le caratteristiche di ciascio; il medico, quindi sentiti i prezzi decide di prediligere l’hotel più costoso («costa 110 euro di più a persona. Sicché, voglio dire, deve essere buono per forza») circostanza che, secondo gli investigatori conferma il fatto che non sia lui dover pagare la relativa fattura, mentre Giuliano Biagi chiede i dati del medico e della moglie per poter «girarli a loro e fare la prenotazione» e, si scusa, pochi giorni dopo per non essere riuscito a soddisfare interamente le richieste del medico in relazione alla presenza di una guida per effettuare i programmati giri turistici.

UN SINGOLO episodio vede coinvolta la Humana Italia tramite l’agente preposto Giuliano Biagi, ma tanto basta gettare discredito sull’azienda e a far finire Biagi agli arresti domiciliari, fra l’incredulità di molti fra coloro che lo conoscono e che per l’intera giornata di ieri hanno detto e ripetuto «Non è possibile. C’è sicuramente uno sbaglio: Giuliano è un bravo ragazzo».

L’INDAGINE ha riguardato, per lo più, la costa toscana e fra i nomi illustri finiti nel mirino degli investigatori ci sono anche medici noti alle mamme di Massa, di Montignoso e di Carrara che talvolta si sono spostate a Viareggio o a Spezia per far visitare i loro bambini. Così, fra i 18 indagati, si trovano anche Gian Piero Cassano, 65 anni, residente a Lido di Camaiore, medico pediatra con ambulatorio a Viareggio e Stefano Parmigiani , 57 anni, residente a Parma, medico pediatra, primario del presidio ospedaliero del Levante ligure (La Spezia).

di VALENTINA CONTE

 

Fonte: lanazione.it

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