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Sigma Tau, ancora preoccupazioni per i lavoratori: dopo la presentazione, nel mese di settembre, di una nuova procedura di mobilità per altri 204 lavoratori (194 impiegati e 10 operai), l’incontro tra le parti – azienda, sindacati e rappresentati dei lavoratori – che si è svolto nella sede di Unindustria il 1° ottobre non ha dato gli esiti sperati. Si svolgerà quindi il 28 ottobre il prossimo tavolo di concertazione richiesto dai sindacati, che chiedono una soluzione meno drastica per i dipendenti. “Nel mese di Settembre 2014 la Sigma tau ha presentato una procedura di mobilità per 204 lavoratori – spiegano alcuni lavoratori – Questo al termine di 3 anni di CIGS: 1 anno per crisi aziendale (2012) e 2 anni per ristrutturazione (2013-2014). Questi ulteriori esuberi si sommano agli oltre 450 lavoratori già usciti oltre ad alcune cessioni di ramo d’azienda”. “La cosa sconcertante – proseguono – sta nel fatto che tra i 204 esuberi figurano 80 ISF (Informatori Scientifici del Farmaco), mentre attualmente in tutta Italia ci sono oltre 30 zone scoperte, con intere Regioni dove la Sigma tau non è presente con buona parte dei suoi farmaci: questo comporta un fatturato che cala di mese in mese. Alcuni informatori che hanno vinto le cause (oltre 30) e sono stati riconosciuti dal Giudice come “illegittimamente messi in cassa integrazione”, sono attualmente stipendiati ma tenuti a casa, in barba alla perdita del fatturato e alle zone scoperte. Questa situazione mette in grossa difficoltà anche quei lavoratori che sono ancora in forza, perché li carica ulteriormente, dovendosi accollare anche il lavoro dei colleghi assenti, con grossi rischi anche per quanto riguarda la salute e la sicurezza sul posto di lavoro, così come evidenziato dai Delegati RLSSA agli organi competenti”. Ma i timori sono anche altri. “Si vocifera infatti di una imminente partnership con un’altra azienda – raccontano i lavoratori – come riportato da quotidiani nazionali. In definitiva nel gennaio 2012 la Sigma Tau ha fatto richiesta di una CIGS per 569 esuberi; oggi, dopo 3 anni, ne chiede addirittura 654, oltre alle cessioni di ramo d’azienda. Appare evidente come l’obiettivo sia solo quello di sfoltire fino all’osso il numero dei lavoratori, probabilmente per poter essere venduta più facilmente con un’operazione che ricade economicamente sulle spalle della collettività. Ancora più sconcertante il totale silenzio che è calato su questa “strana” operazione, considerando i tanti esposti presentati oltre 18 mesi fa nelle varie Procure d’Italia. La RSU e i rappresentanti Sindacali hanno respinto questo ulteriore taglio, proponendo altre soluzioni che a oggi l’azienda ha sempre respinto”. “Il Procuratore Speciale – fanno sapere le RSU attraverso un comunicato – ha illustrato le modalità con cui l’Azienda intende utilizzare i criteri di legge (anzianità di servizio, carichi famigliari, esigenze tecnico‐organizzative), specificando che il coinvolgimento del personale individuato si basa sui profili professionali come da documento di apertura del licenziamento collettivo. Le OO.SS. e la RSU, prendendo atto della dettagliata esposizione, hanno ribadito che l’individuazione dei criteri (quelli previsti dalla legge e/o altri) e del personale coinvolto avviene in fase di Accordo o di mancato Accordo con le OO.SS. al termine dei tempi previsti per l’analisi ed il confronto con le parti sociali. Siamo ancora nella fase di ricerca ed individuazione di altre soluzioni possibili che riducano significativamente il numero degli esuberi dichiarati e consentano un esodo volontario dei lavoratori a fronte di una dignitosa incentivazione ricorrendo anche ad un ulteriore acceleratore economico”. I sindacati fanno presente anche “che la fuoriuscita di personale in forza ha creato posti di lavoro che devono essere coperti dal personale tutt’ora in CIGS, sia nella rete esterna che in sede: ad oggi dall’inizio del processo sono usciti più di 450 lavoratori”, e che “il Piano Industriale di ristrutturazione aziendale approvato dal Ministero competente ha la sua naturale scadenza alla fine del 2015 e questo è motivo fondante per richiedere un ulteriore anno di Cassa Integrazione: questa è la forte richiesta di tutte le OO.SS. e della RSU. In parallelo a questa richiesta la RSU ritiene necessaria l’apertura di una nuova mobilità volontaria ponendo un dignitoso e serio incentivo al fine di agevolare l’esodo. Le Parti hanno stabilito con Verbale di Rinvio di aggiornare il confronto il giorno 28 Ottobre alle ore 14:30 presso Unindustria”.

 

 

 

 

 

 

Fonte: ilcorrieredellacitta.com

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