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“Improrogabile intervento sul settore, necessarie regole che assicurino parità sul mercato, da eliminare il tetto di spesa per prodotto”.

“Abbiamo molto riflettuto in questi mesi, e ogni volta che parlavamo di licenziamenti soffrivamo: non solo l’industria è allo stremo, ma anche le famiglie. Conservando il posto di lavoro conserviamo la speranza”. Lo ha detto all’Adnkronos Salute il direttore generale di Menarini, Domenico Simone, dopo l’incontro di venerdì scorso, 31 maggio, con le organizzazioni sindacali presso il ministero dello Sviluppo Economico, per presentare il Piano Industriale e il percorso di gestione degli esuberi dichiarati dall’azienda farmaceutica nell’ottobre scorso.

L’azienda, come espresso in un comunicato stampa diffuso nella stessa giornata di venerdì, ha preferito la strada del contratto di solidarietà “come principale strumento per fronteggiare l’emergenza sociale che nascerebbe dall’uso esclusivo di forme più tradizionali di ammortizzatori sociali”. “Ma ora – ha detto ancora Simone all’Adnkronos – è improrogabile un intervento. Chiediamo la parità sul mercato tra produttori di farmaci con brevetto scaduto e i generici, e questo oggi non c’è. I dati diffusi in questi giorni sulla vendita degli equivalenti lo confermano, e in tutto questo la norma che obbliga a indicare il principio attivo in ricetta non ha portato neanche un centesimo di risparmio nelle casse dello Stato. Inoltre chiediamo che l’accesso al mercato per i prodotti innovativi sia nella media europea: siamo penalizzati di ritardi gravissimi, che incidono sulla vita del brevetto”. Infine la questione del tetto di spesa per prodotto: “Inutile e da eliminare – secondo Simone – dal momento che esiste un tetto di spesa globale”.

Fonte: www.aboutpharma.com

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