Dito puntato contro gli informatori scientifici americani e francesi che nel 59% dei casi non informerebbero a sufficienza i medici di famiglia sugli effetti avversi dei farmaci e la tipologia dei pazienti cui non andrebbero somministrati.

Lo afferma uno studio internazionale pubblicato sul “Journal of General Internal Medicine” condotto da Barbara Mintzes dell’Università della British Columbia che ha realizzato la ricerca in tre diversi Paesi: Canada, Usa e Francia, analizzando 1692 farmaci promossi dai rappresentanti tra il 2009 e il 2010.

Dallo studio certosino è emerso che in oltre la metà delle promozioni i rappresentanti non avrebbero fornito un’informazione adeguata ed esaustiva del prodotto. Non solo. Le omissioni riguarderebbero anche i farmaci contenenti la “black box” un riquadro nero, simile a quello stampato sui pacchetti di sigarette, nel quale sono indicati gli effetti collaterali più dannosi.

Fonte: www.quotidianofarmacia.it

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