Sarebbero affiorati ipotetici reati di comparaggio e di furti di ricettari.

Una gestione allegra delle risorse che avrebbe gia’ incrinato pesantemente l’equilibrio dei conti:

Palermo, 17 ott. – Ben 26 milioni di euro l’anno per un farmaco che cura l’osteoporosi in Sicilia, dove la spesa farmaceutica sfora del 16% il tetto consentito di 200 milioni in un quadro che potrebbe comportare tagli ai servizi. E’ emerso dalla riunione della commissione Sanita’ dell’Ars, alla quale stamattina avrebbe dovuto prendere parte anche il presidente della Regione Rosario Crocetta.

Era presente invece l’assessore alla Salute Lucia Borsellino. Il presidente della commissione Giuseppe Digiacomo (Pd) ha deciso a un certo punto di secretare i lavori. Sarebbero affiorati anche, secondo quel che si e’ appreso, ipotetici reati di comparaggio e di furti di ricettari, oltre alle pressioni di alcune case farmaceutiche nell’ambito delle prescrizioni mediche.

“Abbiamo avviato un’azione sinergica con la Guardia di finanza che sta svolgendo controlli sul comparto della spesa farmaceutica e specialistica e individuato le soglie prescrittive di alcune classi di farmaci che hanno maggiore impatto sui consumi e sulla spesa”. La rivelazione e’ dell’assessore alla Salute della Regione siciliana Lucia Borsellino che oggi e’ intervenuta in commissione Sanita’ dell’Ars puntando il dito sui “farmaci per l’osteoporosi, il diabete, i gastroprotettori e quelli per prevenire le iperlipidemie”. Solo un aspetto di un problema piu’ vasto.

Uno scenario retto dalle cifre che danno ragione, a esempio, della spesa di ben 26 milioni di euro l’anno per un farmaco che cura l’osteoporosi.

Una gestione allegra delle risorse che avrebbe gia’ incrinato pesantemente l’equilibrio dei conti: la spesa farmaceutica, infatti, e’ emerso nella stessa riunione in commissione, sfora del 16% il tetto consentito, 125 milioni in piu’, e cio’ – viene spiegato chiaramente con la stessa spietatezza dei numeri – “comportera’ tagli ai servizi sanitari”. Sono emerse ipotesi di reati di comparaggio, furti di ricettari oltre a pressioni di alcune case farmaceutiche nell’ambito delle prescrizioni mediche. “Il tetto della spesa farmaceutica regionale ha superato i limiti previsiti – ha detto l’assessore Borsellino – e per arrivare ad allinearci agli indicatori dettati dalla normativa nazionale la Regione dovra’ sostenere grossi sforzi sugli interventi nel triennio 2013/2015”.

Borsellino e il presidente della commissione Sanita’ Pippo Digiacomo sono poi andati a riferire la situazione al governatore Rosario Crocetta, “da cui abbiamo ottenuto garanzia – dice Digiacomo – che saranno presi interventi urgenti e immediati. Dalla riunione sono emerse diverse ipotesi di reato come tangenti, furti di ricettari e comparaggio nell’ambito della spesa farmaceutica regionale che ammonta complessivamente a un miliardo e 350 milioni e che sfora il tetto massimo di oltre 125 milioni”. Cosicche’, conclude il parlamentare, “ho dovuto chiedere di secretare gli atti della seduta perche’ e’ stato necessario fare nomi e cognomi che sono stati riferiti anche al presidente della Regione e saranno consegnati alla magistratura. Aspettiamo ora i documenti che produrra’ l’assessorato e affronteremo nuovamente la questione con urgenza in commissione”.

Fonte: igiornalidisicilia.it

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