La “mazzetta” fa parte del passato, ma oggi la corruzione in sanità è più sofisticata. Con la corruzione non si acquista più l’atto illecito, il credito-debito viene “cartolarizzato” e ceduto ai partecipanti allo schema sotto diverse forme. Per questo individuare la corruzione è molto difficile: chi è coinvolto non ha l’interesse a denunciare l’atto illecito, esiste una distanza causale tra l’accordo criminoso ed i suoi effetti negativi e, come detto, gli schemi criminali sono sempre più complessi. Inoltre, la corruzione si mescola con altri fenomeni di cattiva performance della sanità, derivanti da scarse capacità di gestione e da situazioni di spreco di risorse pubbliche.

Ma constare la corrizione milgiora l’efficienza del sistema sanitario e Transparency International Italia, RiSSC – Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità e ISPE – Sanità hanno presentato oggi un’dell’analisi condotta nell’ambito del progetto “Unhealthy Health System” co-finanziato dalla Commissione Europea e dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

«Purtroppo non è possibile misurare la corruzione, soprattutto nel settore della sanità, dove entrano in gioco fattori quali la discrezionalità medica, le dimensioni economiche e strutturali del servizio pubblico, la numerosità e la tipologia dei soggetti coinvolti, la quantità e la natura dei servizi erogati, le difficoltà di controllo sistemico – afferma Lorenzo Segato, direttore di RiSSC e curatore della ricerca -. Ad esempio, l’adozione di un farmaco in una terapia dipende da una precisa scelta medica, ma alcune indagini hanno dimostrato come tale scelta possa essere influenzata dalla corruzione, magari veicolata sotto forma di partecipazione a convegni, o di regali ai medici interessati nella scelta. Tanto più è difficile misurare i costi indiretti sul sistema sanitario, cioè le conseguenze finali sulla salute dei cittadini, che sono gli utenti del settore della sanità».
Esistono delle stime, per quanto indicative. Se in Italia la medicina difensiva sembra costare il 10%, l’inefficienza tra il 3 e il 15%, in Europa l’EHFCN e l’Università di Portsmouth riportano tassi di corruzione e frode in sanità tra il 3 e il 10%, con una media del 7%, in tutti gli stati europei, nessuno escluso. La Commissione Europea stima la corruzione media UE all’1% del PIL europeo, circa 120 miliardi di euro/anno, anche se conferma che non esistono, in Europa, aree libere dalla corruzione.
Un dato ce lo fornice “mister 5%”, che otteneva tangenti tramite uno schema di sovrafatturazione da parte delle società private e successivo trasferimento di fondi neri attraverso finte transazioni in paradisi fiscali.
I dati disaggregati mostrano significative differenze tra le diverse regioni d’Italia, come non avviene in nessun altro Paese d’Europa. I casi di corruzione in sanità rilevati da avviso pubblico per il 2012 confermano un’Italia “a più legalità”, che non corrisponde in modo semplicistico alla distinzione nord sud ma vi si avvicina.
Si tratta di numeri ridotti, che possono essere interpretati in due modi: o c’è davvero poca corruzione in sanità, oppure non siamo in grado di intercettarla o di contrastarla in modo efficace, e la corruzione rimane in gran parte sommersa.
Va detto, comunque, che nonostante la corruzione la sanità italiana eroga servizi di buon livello, anche se con significative differenze a livello locale, ad un costo in linea con gli altri paesi Ocse.

Le proposte oprativa presentata oggi si articolano in 15 punti:

1. Risanare il rapporto tra politica e sanità.
2. Rendere trasparenti le forme di utilizzo delle risorse pubbliche.
3. Aumentare l’efficienza ed intensificare i controlli sulltattività dei medici e dello staff.
4. Riesaminare e modificare le procedure di controllo sulle spese.
5. Promuovere l’etica tra i medici e lo staff contro ogni forma di corruzione.
6. Aumentare controlli sull’esecuzione dell’appalti in sanità,
7. Pubblicare indicatori di attività e di risultati dell’attività dei medici e dei dirigenti.
8. Accreditare le strutture sanitarie private sulla base delle loro effettive capacità e sinergie con il pubblico.
9. Aumentare il confronto competitivo tra le case farmaceutiche.
10. Promuovere il ruolo delle vedette civiche con sistemi di whistleblowing.
11. Rendere pubblici tutti i pagamenti effettuati nella sanità ai diversi livelli.
12. Definire in maniera più funzionale i rapporti tra sistema pubblico e sanità privata.
13. Aumentare la disponibilità di dati aperti sulla spesa sanitaria e adottare i più elevati standard internazionali.
14. Revisionare le regole di finanziamento della spesa sanitaria.
15. Prevenire il rischio di infiltrazioni del crimine organizzato e l’utilizzo di canali non certificati nel sistema dei servizi e delle forniture.

Fonte: http://www.sanita.ilsole24ore.com

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