Aumentano i casi di malattia congenita, passata cioè durante la gravidanza o il parto dalla madre al bimbo. Una forma che molto spesso può passare inosservata

 

Sembrava relegata per sempre nei libri di medicina del secolo scorso e invece la sifilide è tra la malattie infettive che si riaffacciano, più o meno minacciose.

Un’indagine mirata della Società Italiana di Neonatologia denuncia la ricomparsa della sifilide congenita, la forma trasmessa da madre a figlio durante la gravidanza o il parto e che nel neonato può dare già sintomi o passare del tutto inosservata, a meno che non si ricerchino i segni di infezione nel sangue. I numeri sono ancora molto piccoli, ma non trascurabili come riferisce sugli Archives of disease in Childhood Elisabetta Tridapalli, neonatologa dell’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna che ha coordinato lo studio multicentrico.

«Nell’arco di un anno, dal luglio 2006 al giugno 2007, abbiamo individuato 207 casi di malattia trasmessa durante la gravidanza. La sifilide congenita era presente in 25 neonati, il che corrisponde a un caso ogni 5.000 nascite. Si trattava in genere di gravidanza condotte in età giovanissima, sotto i 20 anni, con scarsità di cure prenatali, in cui la malattia non è stata trattata. I neonati tendevano a venire alla luce prima del termine, con un peso sotto i 2 chilogrammi. Le gravide sieropositive era più spesso straniere».

Fonte: www.healthdesk.it

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