Un’analisi dei capelli rivela in modo più preciso di altri esami se il livello di stress può minacciare la salute.

Anche a una certa età, troppo stress può far male e l’informazione che segnala quanto sia davvero troppo potrebbe essere nascosta nei capelli. Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism afferma che sarebbe proprio l’analisi della chioma a rivelare, negli anziani, se i livelli di una sostanza legata allo stress sono tali da far aumentare il rischio di ictus e malattie cardiache.
All’Università di Rotterdam Erasmus MC, alcuni ricercatori si sono concentrati su quanto cortisolo, l’ormone principalmente coinvolto nella risposta allo stress, era presente in circa 300 anziani tra i 65 e gli 85 anni. Non lo hanno fatto però, come avviene abitualmente, con analisi del sangue o della saliva, ma esaminando i capelli di chi partecipava allo studio.
«I metodi tradizionali con cui si valuta la presenza del cortisolo sono in grado di fornire solo una fotografia istantanea della situazione, mentre noi volevamo avere un quadro più dinamico e vedere come i valori dell’ormone variavano nel tempo», spiega Laura Manenschijn, ricercatrice presso l’ateneo olandese e principale autrice dello studio.
Analisi del sangue e saliva mostrano quanto ormone c’è in un dato momento, l’esame dei capelli invece riesce a dare informazioni sulla presenza del cortisolo per vari mesi. E sarebbero proprio alte concentrazioni di ormone dello stress che durano per lunghi periodi a essere correlate con un maggior rischio cardiovascolare.
Per andare nello specifico, gli esperti hanno analizzato porzioni di capelli lunghe circa tre centimetri, misurate a partire dal cuoio capelluto e corrispondenti quindi alla parte cresciuta nei tre mesi precedenti. I dati raccolti da Manenschijn e colleghi hanno mostrato che gli anziani con le concentrazioni di ormone dello stress più alte nel periodo considerato soffrivano maggiormente, con una probabilità tripla di chi ne aveva livelli bassi, di diabete e patologie coronariche e cerebrovascolari.
«Il nostro studio indica come elevati livelli di cortisolo per periodi prolungati siano un campanello d’allarme per il rischio cardiovascolare come lo sono la pressione alta e la presenza di grasso addominale e l’analisi dei capelli sembra essere il sistema più preciso per individuare questa sostanza», conclude la ricercatrice.
La produzione di cortisolo, ad opera dalle ghiandole surrenali, subisce un incremento in risposta a segnali che arrivano dall’ipofisi, per far sì che il corpo fronteggi al meglio particolari situazioni di stress psicofisico come ad esempio un digiuno, troppo sport o anche i postumi di un intervento chirurgico.
Scopo dell’ormone è garantire il massimo sostegno agli organi vitali in condizioni di emergenza inibendo le funzioni corporee non indispensabili nel breve periodo. Il cortisolo fa aumentare quindi la gittata cardiaca, l’utilizzo e la disponibilità di glucosio nel sangue diminuendo invece la risposta immunitaria e la sintesi di collagene e materia ossea. Tutto questo per un periodo limitato a momenti di urgenza, poi tutto torna come prima. Se lo stress però si protrae per tempi più lunghi possono sorgere complicazioni tra cui disturbi del sonno e della digestione, depressione e appunto il rischio di incorrere in patologie cardiovascolari. L’analisi dei capelli sembra fornire dati interessanti sulla probabilità di questi pericoli, anche se, secondo gli esperti, saranno necessari ulteriori studi per verificare se la misurazione del cortisolo nel lungo periodo possa prevedere lo sviluppo di queste patologie e conseguentemente aiutare a sviluppare nuove strategie di prevenzione.
CRISTINA GAVIRAGHI

Fonte: www.healthdesk.it

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