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Ogni anno il 24 marzo si celebra la Giornata Mondiale contro la Tubercolosi (TBC).
Lo scopo della giornata è di mantenere alta l’attenzione sulla tubercolosi, malattia che ogni giorno causa 3.500 morti nel mondo ed ogni anno fa registrare circa 9 milioni di nuovi casi.
La Giornata Mondiale contro la Tubercolosi si inserisce, anche quest’anno, nell’ambito del Piano d’azione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha l’obiettivo di dimezzare entro il 2015 il tasso di prevalenza della tubercolosi, ridurre il contagio, diminuire la resistenza ai farmaci e di conseguenza il numero dei decessi.

Tubercolosi: cos’è?

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La tubercolosi, chiamata comunemente TBC, è una malattia infettiva e contagiosa causata dal batterio Mycobatterium tuberculosis detto anche Bacillo di Koch (BK) che colpisce la popolazione di tutte le fasce di età.
La tubercolosi è una malattia progressiva che colpisce principalmente i polmoni, ma non solo.
I sintomi generici della malattia sono febbre, calo di peso, tosse persistente che non guarisce dopo un trattamento antibiotico.

Tubercolosi: come si trasmette? Quali sono i sintomi?

Il contagio ha luogo prevalentemente per via aerea: può avvenire semplicemente tramite colpi di tosse, saliva, o sternuti. Un individuo malato, se non sottoposto a cure adeguate, può infettare in un anno, circa 10-15 persone.
Quando si viene a contatto con il batterio Mycobatterium

tuberculosis si può instaurare:

l’infezione tubercolare: si verifica quando l’organismo viene a contatto per la prima volta con il bacillo tubercolare. E’ detta infezione primaria, innesca la reazione del sistema immunitario dando esito positivo al test cutaneo alla tubercolina. L’infezione può non dare sintomi o causare la malattia tubercolare;
la malattia tubercolare è la localizzazione del bacillo in un organo, (solitamente il polmone ma può interessare anche altri organi e tessuti come linfonodi, meningi ed ossa), ed evidenzia positività del test cutaneo alla tubercolina, presenza nella radiografia del torace di segni caratteristici, presenza del bacillo tubercolare nell’espettorato o nell’aspirato gastrico. La gravità della malattia dipende dal tipo di risposta immunitaria dell’individuo e dalla risposta alla terapia antibiotica specifica. I sintomi generali sono stanchezza, febbre, inappetenza; la tosse è caratteristica della malattia polmonare, mentre vomito, crisi convulsive, sonnolenza sono frequenti nella meningite tubercolare.

Tubercolosi: diagnosi

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La diagnosi di tubercolosi si basa sull’analisi associata di diversi elementi:

anamnesi: contatto con un soggetto affetto da tubercolosi;
esame clinico: febbre persistente, non risposta alle terapie antibiotiche;
test cutaneo alla tubercolina positivo: il test cutaneo (tine test o intradermoreazione alla Mantoux) è un test di semplice esecuzione che si fa inoculando nella cute del soggetto una piccola quantità di tubercolina che è una proteina purificata del bacillo di Koch. Se dopo 48 ore l’eventuale infiltrato o nodulo che si è formato misura 5-10 mm, il test è da considerarsi positivo. La positività al test cutaneo indica il contatto con il bacillo tubercolare, il che non significa avere la tubercolosi in quanto è positivo anche in corso di infezione tubercolare e rimane positivo per molti anni dopo l’infezione o la malattia.

Tubercolosi: cura

L’infezione viene trattata con un farmaco per 6-9 mesi per prevenire la comparsa della malattia.
La malattia è guaribile, e viene curata con più farmaci antibiotici combinati per 6-12 mesi a seconda dei casi.
Durante la terapia sono consigliabili periodici controlli che comprendono esami radiologici e di laboratorio.

Tubercolosi : diffusione

L’epidemia quasi totalmente debellata prima degli anni ‘80, sta riemergendo nei paesi industrializzati a causa presumibilmente della comparsa di bacilli di Koch resistenti alla terapia antibiotica tradizionale, della diffusione dell’immunodeficienza causata dall’HIV e dall’ aumento dell’immigrazione dai Paesi in via di sviluppo dove la tubercolosi è ancora molto diffusa.
L’Organizzazione Mondiale Sanità (OMS) ritiene che la tubercolosi sia la malattia più diffusa a livello mondiale con 9 milioni di nuovi casi e più di 3 milioni di morti ogni anno.
In Italia la tubercolosi colpisce ancora circa 5.000 persone all’anno. Secondo stime recenti dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani la tubercolosi sarebbe in aumento nei giovani tra i 15 e i 24 anni e il 20% degli italiani potrebbero essere positivo ai test immunologici per la TBC latente anche se non presenta sintomi.
Giorgio Besozzi, presidente di Stop TB Italia Onlus Dichiara:“La malattia si può combattere e vincere solo se la si affronta in modo sistemico, aggredendola con la tecnologia di cui disponiamo, ma creando nello stesso tempo condizioni politiche, sociali, economiche che favoriscano il superamento di povertà e di emarginazione”. La tubercolosi è una malattia curabile ma nelle comunità più povere del mondo in cui l’accesso alle cure è limitato, la TBC è un grave problema di sanità pubblica.
Un preoccupante dato è quello relativo alle forme multiresistenti di tubercolosi, cioè quelle che non rispondono a più di uno dei farmaci contro la malattia, che si stima abbiano infettato ad oggi 630 mila persone nel mondo. Un importante studio pubblicato su The Lancet nel settembre 2013 aveva evidenziato che il 47% dei pazienti non risponde alla terapia standard e ad almeno uno dei trattamenti di seconda linea.

Tubercolosi: prevenzione

Attualmente la diagnosi precoce dell’infezione e della malattia è l’unico modo per prevenire la tubercolosi perchè il vaccino attualmente disponibile (BCG) ha purtroppo scarsa efficacia.

Fonte: http://www.healtharoundme.com/

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