pediatria-bimbo-220x153ROMA – Il latte materno è l’alimento migliore che esista non però se la mamma assume droghe, anche solo occasionalmente. La giustizia americana ha condannato una mamma, S. G., di 39 anni a 20 anni di carcere per aver ucciso la sua bambina di sei settimane con una overdose di morfina tramite l’allattamento al seno.

La donna, era un’infermiera e, secondo la giustizia americana, per tale ragione consapevole dei rischi legati nell’assumere antidolorifici durante la gravidanza e l’allattamento. La donna aveva perso il suo lavoro nel 2004 per aver cercato di ottenere illegalmente medicinali. Nel corso dell’udienza, S. G. era presente in tribunale e non ha pronunciato una parola. La sua condanna sarebbe potuta anche essere peggiore, dopo che la giuria l’aveva riconosciuta colpevole di omicidio poiché aveva nascosto la sua gravidanza ai medici in modo che continuassero a prescriverle medicinali.. S. G. dovrà trascorrere 16 anni in prigione prima di poter godere della libertà condizionata. I suoi legali hanno assicurato che presenteranno appello perché nessuna mamma negli Stati Uniti è stata mai processata per aver ucciso suo figlio con sostanze trasmesse dal latte materno.

Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, questa storia evidenzia come la maggior parte delle droghe, dei farmaci e della nicotina assunti dalla donna durante l’allattamento, vengano assorbite dall’organismo e trasmesse nel latte materno, modificandone la composizione, la quantità prodotta e le proprietà del latte stesso. Assumere alcool, droghe o farmaci durante l’allattamento può avere delle conseguenze serie sulla salute del bambino e causarne addirittura la morte. Per tali ragioni in generale, si raccomanda di astenersi completamente dal consumo di droga durante l’allattamento, perché le sostanze posso passare direttamente dalla madre al neonato. Gli effetti dell’alcool, delle droghe e dei farmaci dunque, non si manifestano solo sulla madre che li assume, ma attraverso il latte, si rifletterono sulla salute del bambino.

Fonte: ilpaesenuovo.it

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