La dodicenne ha contratto l’ameba, che le divora il cervello, in piscina.

La vittima è la dodicenne Kali Hardig, la piccola aveva un’ameba nella testa che si stava nutrendo proprio di esso. Per fortuna Kali si è salvata, ma leggete la sua storia.

Kali Harding, dell’Arkansas, è stata infettata dopo una gita il 14 luglio al Willow Springs Water Park di Little Rock, un parco acquatico in cui si era registrato un caso simile nel 2010, e la cui recidività ha portato il Dipartimento della Salute dell’Arkansas a chiederne la chiusura.

La Naegleria fowleri è un organismo unicellulare che vive in acqua dolce, cresce dopo diversi giorni di caldo intenso e vive in prossimità dei fondali e delle pareti di fiumi o laghi. Ha un struttura semplicissima e misura 20 micrometri ovvero millesimi di millimetro.

Nell’uomo un’infezione da N. fowleri può causare una malattia estremamente grave – in altissima percentuale letale: lameningoencefalite amebica primaria(PAM o PAME), che colpisce il sistema nervoso centrale. La malattia ha un andamento rapido, che se non diagnosticata e curata celermente conduce alla morte nell’arco di una settimana.

L’ameba entra nel corpo umano attraverso il naso e risale lungo il nervo olfattivo,fino ad arrivare al cervello. Lì si moltiplica molto rapidamente, nutrendosi di tessuto nervoso cerebrale. Le lesioni sono talmete gravi ed estese da rendere la malattia letale in oltre il 90% dei casi.

Secondo i medici che l’hanno in cura all’Arkansas Children’s Hospital, il successo è dovuto a una terapia sperimentale e alla diagnosi precoce. La mamma di Kali, Traci Hardig, ha portato la figlia in ospedale il 19 luglio: aveva la febbre altissima che è uno dei sintomi della meningoencefalite amebica primaria, insieme a mal di testa, nausea e vomito. In seguito possono sopraggiungere torcicollo, convulsioni, allucinazioni e coma.

I medici hanno adottato un trattamento innovativo, hanno indotto il coma attraverso un abbassamento artificiale della temperatura corporea e somministrato un farmaco sperimentale.

La ragazza, a oltre un mese di distanza dall’infezione, ha ripreso a parlare e camminare.

Il dottor Sanjiv Pasala ha comunque commentato così: “Abbiamo eliminato il parassita dal suo corpo, ma far tornare a posto il cervello è la parte più difficile. Però ogni giorno assistiamo a un piccolo miglioramento, siamo ottimisti”.

L’infezione da N. fowleri è una malattia molto rara e negli Stati Uniti ci sono stati solo 128 casi dal 1962 al 2012, ma quasi sempre mortale: i sopravvissuti americani sono stati solo due, e Kali è la terza. Purtroppo un’altro caso si è manifestato Zachary Reyna, anche lui dodicenne, in Florida,  sta combattendo contro la meningoencefalite amebica primaria, si spera che possa essere il quarto sopravvissuto.

 

Fonte: www.tuttasalute.net

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