In diversi Paesi europei, tra cui il nostro, è scaduto il brevetto del Viagra e così da sabato 22 giugno nelle farmacie italiane sono arrivati i generici della pillola blu famosa in tutto il mondo.

Tre settimane fa l’azienda produttrice (Pfizer) aveva anticipato tutti mettendo in commercio a prezzo scontato una propria versione generica del farmaco. Adesso i generici di sildenafil sono in tutto dieci, venduti da Accord, Actavis, Doc, Eg, Mylan, Ranbaxy, Sandoz, Teva, Krka e Pfizer. Altri, forse, se ne aggiungeranno nelle prossime settimane. Le aziende lotteranno a suon di sconti per accaparrarsi un mercato da oltre un milione di confezioni vendute ogni anno. Viagra rimarrà in commercio per chi vuole il brand originale e non si accontenta delle copie.

Veniamo al prezzo di questi farmaci, l’elemento differenziante e in questo caso particolarmente importante visto che il farmaco non è rimborsato e tutto il costo ricade sull’acquirente. Quasi tutti i produttori di generici per ora hanno fissato un prezzo inferiore del 20-25% rispetto a quello di Viagra. Con un a sola eccezione. Un’azienda italiana, Doc Generici, ha pesantemente tagliato il prezzo del sildenafil: del 60% per la confezione da quattro compresse da 50 mg, la più diffusa, e addirittura del 75% per quattro pasticche da 25 mg. In termini assoluti nel primo caso si passa da 53,85 euro a 22 e nel secondo da 46,2 a 11.

Tabella con i prezzi dei generici di Viagra

Il sildenafil generico, come lo stesso Viagra, è un medicinale di fascia C, di quelli cioè che si prescrivono su ricetta bianca e sono a carico del paziente. In qualunque momento Le aziende produttrici possono decidere un abbassamento del prezzo, senza comunicarlo alle autorità farmaceutiche. È quello che molto probabilmente succederà nei prossimi giorni perché la decisione di Doc Generici porterà giocoforza le altre aziende del settore a tagliare i loro prezzi per reggere la concorrenza. E’ il gioco del libero mercato.

Dal lancio nel 1998 al 2011, sono stati consumati circa due miliardi e mezzo di pillole blu (6 pasticche al secondo) e 41,4 milioni di pazienti hanno provato il Viagra almeno una volta nella vita.

Secondo le rilevazioni di Ims Health, società specializzata nella raccolta di dati del settore farmaceutico, il mercato dei farmaci impiegati per la cura della disfunzione erettile, cioè gli inibitori specifici dell’enzima fosfodiesterasi 5 Pde-5), a livello mondiale vale 5,5 miliardi di dollari.

A livello mondiale le vendite di Viagra nel 2012 sono state pari a 2,051 miliardi di dollari (+4% sull’anno precedente), che lo rendono tutt’ora il primo farmaco al mondo per la disfunzione erettile, davanti al Cialis (1,926 miliardi di vendite annue). Negi Usa il Viagra ha vinto una causa legale che gli consente di estere la copertura brevettuale fino al 2019, poi prolungata al 2020 grazie all’esecuzione di studi sul farmaco in età pediatrica (nell’ipertensione polmonare).

L’Europa assorbe il 25% dei fatturati e l’Italia rappresenta il secondo mercato continentale dopo il Regno Unito e prima della Germania, con oltre 60 milioni di compresse vendute in dieci anni e con una media di 4.300 pillole blu ogni 1000 uomini oltre i 40 anni.

Quanto al consumo a livello regionale, il Lazio è la regione italiana in testa alla classifica dei consumi con più di 7,5 milioni di pillole consumate in dieci anni e una media di 6.112 pillole ogni mille uomini. A breve distanza la Toscana e l’Emilia Romagna (rispettivamente con una media di 6.004 e 5.886 compresse consumate ogni mille uomini oltre i 40 anni). Le città dove si registra il maggior consumo sono Pistoia, Roma e Rimini. Restano in coda alla classifica le città del Sud Italia, i cui consumi si attestano su valori al di sotto della media (dati IMS Health Italia relativi al 2010). L’età media dei consumatori è 50-55 anni.

Le pillole per il sesso della terza età (ma non solo) sono nate per caso. Tutto iniziò nel 1986 quando alcuni ricercatori scoprono che l’inibizione di un enzima presente nella muscolatura liscia dei vasi sanguigni diminuisce la resistenza vascolare e riduce l’aggregabilità delle piastrine. Gli studiosi pensarono ai possibili, benefici effetti di un farmaco capace di inibire l’enzima PDE5 nell’angina pectoris.

Gli studi condotto in questa direzione furono però deludenti, ma il sildenafil aveva un particolare effetto collaterale: alle persone su cui fu sperimentato procurava prolungate erezioni anche a 3 giorni dall’assunzione.

Quando i ricercatori si accorsero degli “effetti collaterali” bloccarono i loro esperimenti in ambito cardiovascolare e li diressero in tutt’altro ambito per sfruttare la capacità del farmaco di indurre l’erezione nell’uomo. Nel 1998 arrivò l’approvazione da parte della Food and Drug Administration. Così che nel giugno del 1998 il farmaco è arrivato anche in Italia.

Adesso Pfizer perde il monopolio. Rimarrà uguale la procedura: prescrizione medica e cautele per i pazienti che hanno problemi cardiologici.

Fonte: www.pharmastar.it

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